Mirano, maltrattamenti sulla compagna dal 2020: arrestato
I carabinieri sono intervenuti nei giorni scorsi in casa per un litigio. La donna ha detto di subire maltrattamenti da sei anni. Tra gli episodi, il compagno le avrebbe lanciato il cellulare in testa, afferrata per i polsi, sputato addosso e colpita con calci

Un 43enne di Mirano è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna convivente. L’uomo è stato trasferito nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Venezia.
La denuncia dopo l’intervento dei carabinieri
L’indagine è partita nei primi giorni di ottobre, dopo un intervento dei carabinieri della stazione di Mirano nell’abitazione della coppia. I militari erano stati allertati dalla centrale operativa per una lite in corso.
In quell’occasione la donna, che fino a quel momento non aveva trovato il coraggio di denunciare, ha raccontato di essere stata aggredita dal compagno al termine di un litigio, alla presenza della figlia minorenne. Ha inoltre riferito di subire maltrattamenti dal 2020, in modo periodico e continuativo, attraverso violenze fisiche e verbali, minacce di morte, percosse, ingiurie, privazioni e umiliazioni.
Tra gli episodi descritti, l’uomo le avrebbe lanciato il cellulare in testa, afferrata per i polsi e sputato addosso. In un’altra circostanza l’avrebbe colpita con calci.
Disposta la custodia cautelare in carcere
Alla luce degli elementi emersi e dell’aggressività attribuita all’uomo, che avrebbe costretto la compagna a vivere in una condizione di continue vessazioni, l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per prevenire il rischio di reiterazione dei comportamenti maltrattanti e minacciosi.
Su delega della Procura della Repubblica di Venezia, nei giorni scorsi i carabinieri hanno eseguito il provvedimento. Al termine delle formalità di rito, il 43enne è stato accompagnato alla Casa circondariale di Santa Maria Maggiore, a Venezia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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