Chiude il Venezia Pipa Club di Mestre e vende la licenza ai cinesi
Punto di riferimento per clienti internazionali, da più di quarant’anni Pietro Masiero e la moglie Emanuela erano dietro al bancone di uno degli ultimi negozi gestito da italiani lungo via Piave. Giù la serranda dal 25 luglio: «Grazie per averci permesso di far parte della vostra quotidianità»

Nei giorni scorsi ha venduto una delle pipe più costose che aveva, 9 mila euro, un pezzo unico, spettacolare, con tanto di certificati, che nel tempo potrà solo che acquistare valore. L’acquirente, un petroliere arabo, ha voluto festeggiare così, assieme al suo tabaccaio preferito, nel vero senso della parola, l’addio al negozio. Foto ricordo, stretta di mano. Ma di storie, le pareti della bottega ne avrebbero da raccontare, se solo potessero parlare.
Chiude Venezia Pipa Club di via Piavea Mestre. Un luogo storico, per molti magico, una bottega di quelle di una volta, dove gli appassionati possono trovare pezzi unici e uno degli ultimi negozi italiani rimasto lungo la via etnica per eccellenza, dove profumi colori e odori si fondono.
Il Venezia Pipa Club – nato nel 1983 dalla passione di Pietro Masiero insieme alla moglie Emanuela – è da decine di anni un punto di riferimento per esperti fumatori che cercano qualità e professionalità. Nella sua boutique è da sempre possibile trovare un assortimento di tabacchi, sigari, pipe ed accessori, oltre a preziosi consigli dati dall’esperienza del proprietario. I clienti sono internazionali, provengono da tutto il mondo. E poco importa dove si trova il negozio, quando hai il nome e la tua fama ti precede, arrivano da ogni dove per acquistare un prodotto di nicchia e di fascia alta.
«Con la serenità di chi ha percorso un lungo cammino assieme», si legge nel messaggio appeso alla vetrina del negozio, «e l’emozione di chi si accinge a concluderlo, vi annunciamo la chiusura dell’attività». Prevista il 25 luglio.
E ancora: «Si conclude un capitolo importante della nostra storia durata 46 anni di lavoro assieme. I legami umani nati in questi anni, assieme ai ricordi e sorrisi scambiati, rappresentano il patrimonio più prezioso che porteremo con noi. Desideriamo esprimervi la nostra più profonda gratitudine per averci permesso di far parte della vostra quotidianità e di aver condiviso con noi un pezzo di storia locale. Grazie per il vostro sostegno, stima e fiducia, per noi è stato il regalo più grande». Firmato, Pietro ed Emanuela.
Anche l’ex sindaco Luigi Brugnaro era tra i clienti del negozio. «Per noi si clienti sono sempre stati tutti uguali». Massimo riserbo e segreto professionale. Gli arredi, vintage e bellissimi, rimarranno dove si trovano. La licenza, invece, è stata venduta alla titolare cinese dell’Arcimboldo di via Piave, Lisa. Pietro le insegnerà i segreti del tabacco e lei, in un angolo del bar, potrà vendere sigari e altri prodotti.
Di certo un’attività storica se ne va, con la sua memoria, il suo bagaglio di ricordi e di conoscenze, testimone di una Mestre in trasformazione. «Abbiamo chiamato un fotografo e ci siamo fatti delle foto ricordo nel negozio» racconta il titolare «perché così quando ne avremo nostalgia, le riguarderemo». E sarà come toccare una pipa o prendere in mano una scatola di sigari.
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