Venezia, gli anarchici in corteo imbrattano la città

Circa centocinquanta persone in centro storico contro i fogli di via decisi dal questore dopo le manifestazioni con fumogeni e petardi davanti al carcere

VENEZIA. Manifestazione degli anarchici oggi, sabato 5 in centro storico a Venezia, organizzata dopo i fogli di via arrivati ad alcuni di loro per manifestazione non autorizzata con lancio di fumogeni e petardi, alcuni mesi fa, davanti al carcere di Santa Maria Maggiore. Un provvedimento contro il quale gli anarchici avevano da tempo annunciato di voler protestare. Il corteo degli anarchici è composto da circa 150 persone: durante il passaggio sono state imbrattate mura, vetrine di negozi e sportelli di banche. Scritte sono apparse contro il sindaco e contro il questore.  I manifestanti volevano raggiungere la zona marciana ma sono stati fermati poco prima del Ponte di Rialto.

I manifestanti hanno spiegato i motivi della protesta anche in un volantino in cui attaccano la misura del "foglio di via". Gli anarchici vorrebbero inoltre raggiungere le sedi della questura, il tribunale e il carcere ma la polizia sta cercando di tenerli alla larga da questi siti. La polizia li sta fronteggiando, cercando d'evitare incidenti che mettano a rischio i cittadini e li sta spingendo fuori dal centro. Un'operazione complicata anche per la conformazione del centro storico della città. 

Per il questore, Angelo Sanna: "Non posso essere contento per questo oltraggio alla città. Non sono accettabili scritte e imbrattamenti di luoghi storici come avvenuto oggi. Sono soddisfatto per come abbiamo condotto l'ordine pubblico perché abbiamo evitato lo scontro e di conseguenza che venissero coinvolti cittadini che nulla avevano a che fare con questa manifestazione. Le persone devono capire che è impossibile usare cariche a Venezia, soprattutto in un sabato pomeriggio. Sono soddisfatto anche perché loro avevano cercato lo scontro chiedendo rinforzi per il corte con persone arrivate da Lombardia, Piemonte e Francia. Superfluo dire che adesso analizzeremo i filmati per individuare le singole responsabilità e non si esclude che le misure applicate in passato possano trasformarsi in qualcosa di più pesante".  

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia