Venezia, “giù le mani dal Giustinian”: riparte la mobilitazione
In tanti alla raccolta firme organizzata questa mattina a Dorsoduro. «Torniamo a batterci per difendere questo presidio»

C’è chi è uscito da una visita, chi invece la deve ancora fare. E chi, semplicemente, si trovava a passare in fondamenta. Tutti si sono fermati ad apporre la propria firma al banchetto messo in piedi dal Movimento per la difesa della sanità pubblica.
L’obiettivo? Salvare il distretto del Giustinian, a Dorsoduro, dal depauperamento dei servizi. Una battaglia che ritorna, tre anni dopo l’ultima grande manifestazione in seguito alla decisione da parte dell’allora presidente della regione, Luca Zaia, di candidare la sede del Giustinian per ospitare l’Autorita Europa dell’Antireciclaggio.
Candidatura bocciata prima dai comitati, dall’opposizione in consiglio comunale e dai sindacati e, poi, anche dall’Unione Europea. «Oggi come allora - spiegano Salvatore Lihard e Nicola Funari del Movimento – torniamo a batterci per difendere questo presidio e, di rimando, la sanità veneziana».
I comitati puntano il dito contro la decisione dell’Usl 3 di attivare la casa di comunità del centro storico all’interno dell’ospedale Civile: «Abbattiamo la logica che tutto debba essere inserito al Civile», proseguono, “il senso dell casa di comunità è quello di avere servizi e reti territoriali, sgravando gli ospedali. Non è un reparto ospedaliero e non deve esserlo”.
Nei giorni scorsi, il nuovo dg Massimo Zuin aveva rassicurato i cittadini, spiegando che l’attivazione della casa di comunità al Civile non avrebbe portato a un impoverimento dei servizi al Giustinian. Tuttavia, i movimenti non perdono tempo e per due settimane ogni mattina saranno fuori dal Giustinian a raccogliere le firme. “Vogliamo risollevare la sanità, non ci fermeremo”, promettono.
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