Venezia, per sfuggire all’arresto si getta in acqua con un chilo di cocaina
A processo tre giovani cittadini albanesi tra i 20 e i 30 anni. Condanne fino a 3 anni e 8 mesi e un rinvio a giudizio

Quando le forze dell’ordine avevano bussato al civico 509 di Castello era scoppiato il pandemonio.
Mentre l’allora inquilino - era il 2 ottobre 2024 - Nardist Abazi si piazzava sulla porta di casa, cercando di barricarsi all’interno, per poi colpire con calci e pugni i carabinieri che erano riusciti a farsi strada nell’abitazione, il fratello Rajmond Abazi era riuscito a fuggire attraverso una finestra sul retro e a scappare.
Una fuga durata fino all’imbarcadero dei Giardini, dove i carabinieri lo avevano raggiunto: nell’estremo tentativo di scappare, il giovane albanese si era buttato nell’acqua gelida del Bacino e, con sé, aveva lanciato in acqua anche il panetto di cocaina: poco meno di un chilo di stupefacente, sufficiente per realizzare 5200 dosi da vendere al minuto, hanno calcolato gli investigatori, che da tempo tenevano sott’occhio l’abitazione e il gruppo di cittadini albanesi, sospettati di muoversi per i rifornimenti di stupefacente con i barchini, tra i canali della città e in laguna.
Al tuffo dell’uomo in acqua erano seguiti minuti molto concitati, nei quali gli investigatori erano riusciti a salvare l’uomo - che rischiava di annegare sotto il peso degli abiti inzuppati - e recuperare anche la droga. Alla fine era dovuto intervenire anche il Suem 118, per prestare soccorso al giovane,
I due fratelli erano finiti in carcere con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Con loro, in casa il compagno Florec Bequiri, accusato per il possesso di droga. Per tutti e tre era anche scattata l’accusa di ricettazione, perché nell’abitazione che occupavano erano stati trovati due tablet risultati rubati. E poi una serie di cessioni di droga.
Ieri si è svolto il processo con rito abbreviato, davanti al giudice per le udienze preliminari Andrea Innocenti: a difendere Rajmond Abazi l’avvocato Marco Marcelli, Nardist Abazi l’avvocato Fabio Crea e Florenc Beqiri l’avvocata Stefania Pattarello.
Il pubblico ministero Giorgio Gava ha chiesto una condanna a 7 anni di reclusione e 27 mila euro di multa, già “scontata” di un terzo come prevede il rito.
Dopo una lunga camera di consiglio il giudice Innocenti è uscito con una sentenza di condanna a 3 anni e mezzo e 16 mila euro di multa per Bequiri; 3 anni e 8 mesi e 18 mila euro di multa per Rajmond Abazi.
È stato rinviato a giudizio - così come richiesto dalla difesa - Nardist Abazi: per lui il processo prenderà il via il 21 ottobre davanti al giudice marco Bertolo.
L’uomo, al momento, risulta latitante: dopo essere stato scarcerato al termine della custodia cautelare, è infatti svanito nel nulla.
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