Venezia e le città gemellate firmano un protocollo

Da Dubrovnik a Istanbul, da San Pietroburgo a Sarajevo, da Suzhou, a Tallin, a Yerevan: per la prima volta gli amministratori delle città internazionali gemellate con Venezia si sono ritrovati ieri...

Da Dubrovnik a Istanbul, da San Pietroburgo a Sarajevo, da Suzhou, a Tallin, a Yerevan: per la prima volta gli amministratori delle città internazionali gemellate con Venezia si sono ritrovati ieri tutti insieme, nella sala del Piovego di Palazzo Ducale, per la “Conferenza di Venezia delle Città gemellate”. «I settori e le affinità su cui dobbiamo ragionare - ha detto il sindaco Giorgio Orsoni - sono i più vari e occasioni come questa offrono spunti realmente interessanti». Il sindaco ha anche proposto il tema della governance a livello metropolitano per un confronto con i rappresentanti delle città gemelle, ma altri filoni di cooperazione sono emersi nel corso della Conferenza, spunti su cui d’ora in poi Venezia, Dubrovnik, Istanbul, Sarajevo, Suzhou, Tallin, Yerevan e San Pietroburgo potranno lavorare in modo concreto. Innanzi tutto il patrimonio culturale, che, per ognuna di queste città, è fonte di opportunità, ma che deve anche essere preservato; il turismo, in particolar modo in relazione al sovradimensionamento dei visitatori rispetto alla popolazione residente (si pensi a Suzhou che, nel 2012, ha attratto 112 milioni di turisti, rispetto a 12 milioni di abitanti); le collaborazioni economiche e il confronto sui distretti industriali (San Pietroburgo punta a crearne uno); e ancora la cooperazione culturale e universitaria. Al fine di rendere operativi questi intenti, il sindaco e i rappresentanti delle città gemellate hanno sottoscritto la dichiarazione delle città gemellate che punta a promuovere relazioni tra le comunità, coinvolgendo associazioni e rappresentanti della società civile; lavorare in modo congiunto sui rischi derivanti dal cambiamento climatico; adottare una vera e propria “roadmap” delle città gemellate sulla cultura e il turismo; puntare su un maggiore coordinamento del sistema dei trasporti e sviluppare relazioni economico-commerciali fruttuose.

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