«C’è un corpo in acqua»: ricerche in laguna anche nella notte, ma di Gabriella non c’è traccia
La segnalazione di una donna nella tarda serata di lunedì 14 settembre a Cannaregio ha fatto ripartire la macchina delle ricerche. Pattuglie in laguna, in cielo l'elicottero dei vigili del fuoco. Tante persone affacciate alle finestre e agli imbarcaderi. Ma le perlustrazioni sono state vane

Una chiamata intorno alle 23 di lunedì 14 settembre alla polizia di stato, in cui una signora segnalava di aver visto un corpo galleggiare in laguna, a Cannaregio, ha fatto scattare la macchina delle ricerche del corpo di Gabriella Querini, interrotte dopo il tramonto.
Venezia è rimasta con il fiato sospeso, nella speranza che i vigili del fuoco e la polizia trovassero il corpo della donna dispersa dallo scorso sabato, dopo il tremendo scontro con un taxi nel canale di Tessera, che all’alba aveva distrutto e affondato il barchino su cui era con il giovane marito Sean Michieli, lui ferito a morte, lei dispersa.
La segnalazione è arrivata dopo le 23, alle 23.25 l’elicottero Drago si è alzato in volo e ha scandagliato il canale delle Fondamente nove, Tessera e Burano. Ogni centimetro di acqua perlustrato dalle barche, almeno tre le pattuglie presenti tra vigili del fuoco e polizia. A terra, a Sant’Alvise, gli agenti con le torce hanno battuto la secca.
Tanti i veneziani che si sono affacciati alle finestre e radunati agli imbarcaderi della Madonna dell’Orto e di Sant’Alvise. Il tam tam sui gruppi di Sestiere è stato rapido, segnato dalle domande su cosa stesse accadendo: il nome di Gabriella ha tacitato ogni sorta di protesta. Dopo due lunghe ore, nel cuore della notte e con la marea che pian piano ricominciava a salire, rendendo ancora più difficili le ricerche, i lampeggianti blu sono rientrati, l’elicottero è tornato alla base, all’aeroporto. Di Gabriella, ancora una volta, non c’era traccia.
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