«Se ti vedo con un altro, ti brucio»: braccialetto elettronico per il marito violento
E’ successo a Cavallino, il 50enne era stato denunciato quest’estate dalla moglie dopo l’ennesima escalation di violenza in casa, alla presenza anche dei figli minori. La donna aveva subito per lungo tempo senza mai dire nulla

«Se ti vedo in auto con un altro, brucio l’auto con te dentro»: l’ultima violenta minaccia ha portato a un nuovo provvedimento a tutela di una donna con obbligo di braccialetto elettronico a un 50enne. Su delega della Procura della Repubblica di Venezia, i carabinieri della stazione di Cavallino Treporti hanno dato esecuzione alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, con divieto di comunicazione con le stessa e in qualsiasi forma
E l'applicazione del braccialetto elettronico o, in alternativa, il divieto di dimora nella Regione Veneto, con obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria in caso di mancato consenso all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.
La misura è stata emessa dal Gip, giudice per le indagini preliminari, presso il Tribunale di Venezia, nei confronti del 50enne italiano del posto, responsabile di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie e anche dei figli minori. Il provvedimento cautelare è il risultato di una accurata attività d’indagine a seguito dalla querela presentata dalla donna, nell’agosto scorso, direttamente alla stazione dei carabinieri del litorale dove si è presentata per l'ennesimo episodio di violenza.
La donna ha raccontato ai militari che, a seguito di litigi per futili motivi, da qualche tempo era vittima, anche davanti ai figli minori, di minacce di morte e vessazioni psicologiche, mai denunciate prima, a opera del compagno convivente. La vittima ha anche raccontato che, qualche giorno prima, il 50enne l’aveva minacciata di morte dicendole che, se avesse visto qualche altro uomo salire a bordo della sua auto, gliel’avrebbe incendiata con lei all’interno.
Gli elementi investigativi raccolti dai militari dell'Arma, grazie anche all’ascolto delle persone informate sui fatti, hanno permesso di ricostruire accuratamente l' intera vicenda e documentare le condotte messe in atto dall’uomo nei confronti della compagna.
Si tratta dell'ennesimo caso di violenza di genere e di applicazione del codice rosso nel volgere di poche settimane. Un altro caso a Eraclea, uno a Musile di Piave, un altro tra Jesolo e Noventa. In tutti gli episodi sono le donne esasperate a recarsi dalle forze di polizia per denunciare quello che hanno subito.
Il presidente della fondazione Ferrioli Bo e del centro di accoglienza la Magnolia, Roberto Bellio, ha lanciato l'ennesimo allarme contro la cultura purtroppo sempre radicata del marito e padre padrone che resiste nonostante le denunce e le misure cautelari che però spesso richiedono tempo. A Musile, un 35enne, che violava sistematicamente il divieto di avvicinamento cui era sottoposto, si è spinto fino a perseguitare la donna sotto la sua abitazione, culminando nell'appiccare un incendio appoggiando una coperta infuocata sopra l'auto della vittima.
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