Venezia: devastante incendio all'ospedale Civile, indaga la Procura

In fiamme un'ala deserta del rio dei Mendicanti, crollato parte del tetto. Trasferiti Laboratorio di analisi e centro dializzati. In sopralluogo il procuratore aggiunto d'Ippolito e il presidente Zaia

VENEZIA. Hanno lavorato per tutta la notte i vigili del fuoco per  domare e mettere in sicurezza gli edifici devastati dal furioso  incendio scoppiato verso le 20 di mercoledì all'interno dell'ospedale civile "Santi Giovanni e Paolo" - nell'ala storica del Rio delle Mendicanti, solo da poco liberata dai pazienti di Medicina trasferiti al nuovo Padiglione Jona -  facendo crollare una parte del tetto e lambendo una finestra della chiesa. Il rogo è divampato dal secondo piano dell'edificio, espandendosi verso il tetto: nelle stanze sottostanti al piano terra e al primo piano (danneggiate dal passaggio dell'acqua) si trovavano il reparto per la dialisi e il laboratorio di analisi, che l'Asl 12 ha provveduto a trasferire. Il Laboratorio di analisi è inagibile e, pertanto, la direzione generale  ha deciso di allestirne uno  provvisorio per le urgenze di necessità dell'Ospedale civile in un'altra ala del nosocomio, mentre i campioni per le analisi di routine saranno trasferiti al  laboratorio di Mestre, pur continuando a operare il Centro prelievi. Già in mattinata, i quindici pazienti che si dovevano sottoporre a dialisi - che usufruiscono di un servizio di trasporto dell'Asl - sono stati portati all'Angelo, per la terapia.

Incendio all'ospedale, la mattina dopo

Sopralluogo del magistrato. Il procuratore aggiunto Adelchi d'Ippolito è andato nella mattinata di giovedì in soralluogo al Santi Giovanni e Paolo. "Naturalmente accerteremo le cause dell'incendio, ma al momento non vi sono elementi che facciano pensare a un'ipotesi di dolo", commenta d'Ippolito, "le attività dell'ospedale non sono precluse, perché è stata posta solo sequestro solo la parte d'immobile danneggiata"

Anche il presidente della Regione Luca Zaia (cancellando un impegno elettorale in Cadore) ha annunciato per le 11.30 una visita al Civile.

Un milione di danni. Le stime ufficiali dei danni provocati dall'incendio all'Ospedale civile di
Venezia ancora non ci sono, ma il direttore generale dell'Ulss veneziana, Giuseppe Dal Ben, ammette: «La cifra, per me, si aggira sul milione di euro». E poi spiega: «il terzo piano, pur dismesso, è assolutamente inagibile; il secondo piano e il piano terra hanno riportato danni importante per l'erogazione dei servizi alla comunità, come il laboratorio analisi e il centro dialisi. Se i danni strutturali sono importanti, lo sono ancor di più quelli ai servizi». Al riguardo, il direttore generale sottolinea come «il nostro impegno, fin da ieri, è stato quello di sviluppare percorsi alternativi. Le analisi sono state spostate a Mestre e, al Civile, nell'ex laboratorio analisi, abbiamo approntato questa mattina un laboratorio d'emergenza. Per la dialisi, abbiamo organizzato un servizio di trasporto al Lido, all'Angelo e in via Cappuccina a Mestre, tenendo al Civile alcune apparecchiature che sono state rimesse in funzione». «Abbiamo dato - conclude Dal Ben - la risposta che riteniamo migliore possibile, anche se cercheremo di tornare alla normalità nei tempi più veloci, anche perché penso che ci riusciremo in tempi ragionevoli».

Incendio all'ospedale Civile di Venezia

Cosa è accaduto. Il rogo si è sviluppato all'interno di un quadro elettrico del secondo piano dell'edificio sul rio delle Mendicanti, allargandosi al terzo fino a sfondare il tetto. Le fiamme si sono alimentate anche grazie al fatto che il reparto è stato da poco lasciato vuoto, con il trasferimento dei pazienti di medicina al nuovo padiglione Jona: nelle sale sarebbero però stati trovati contenitori di solventi, che potrebbero aver limentato le fiamme. L'impianto antincendio ha rilevato il fumo contemporaneamente ad alcuni passanti che si trovavano lungo la fondamenta dei Mendicanti: il fumo acre delle fiamme ha ammorbato l'aria su mezza città.

Verso le 21 i testimoni hanno cominciato a vedere le fiamme anche all'esterno, dopo che avevano invaso l'intero sottotetto uscendo dai coppi. Alle 22 il crollo del tetto.

Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha fatto  convergere a Venezia anche le squadre della terraferma, addirittura da Cavarzere, segno che la situazione si è fatta seria con il passare delle ore. Dalla Marittima è stato fatto partire verso l'ospedale anche il rimorchiatore dei pompieri munito di cannoni ad acqua  ad altissima pressione.

Incendio in ospedale: la lotta dei pompieri contro le fiamme

Secondo l'Asl 12 nessuno dei degenti ospitati all'interno dei reparti è stato spostato, ma tutto il personale smontante è stato trattenuto e altri infermieri e medici si stanno recando da casa nei rispettivi reparti per un'eventuale ordine di trasferimento.

Verso le 22 è crollata una parte del tetto dell'edificio. Il boato è stato sentito da numerosi testimoni. Secondo un medico in servizio all'interno dell'ospedale nel reparto la tensione è cresciuta e alcuni pazienti hanno chiesto di poter essere trasferiti. E' invece chiaro che al momento i pazienti non corrono alcun pericolo e che tutto il personale è comunque già pronto a intervenire.

 

 

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