La Venezia dei cieli raccontata da Landi tra il Nicelli e gli idrovolanti

Lo storico Pietro Landi ricostruisce la storia della città dall’alto: «Al Lido c’è l’aeroporto più affascinante del mondo». Il primo pallone a idrogeno sorvolò la laguna nel 1784

Alberto Vitucci
Il dirigibile P2 in volo sul cielo di Venezia
Il dirigibile P2 in volo sul cielo di Venezia

Nelle sabbie fini del Lido, in riva all’Adriatico, atterravano gli aerei. E all’Arsenale, dopo secoli di produzione delle navi della Serenissima, costruivano in serie gli idrovolanti. Proprio a Venezia durante la Grande guerra del 15-18 c’era la più grande base europea di idrovolanti.

Una storia della città vista dal cielo quella messa insieme da Pietro Lando, studioso del settore e appassionato di storia veneziana. “Nei cieli di San Marco, storia di Venezia vista dall’alto” è un volume di 175 pagine, con foto d’epoca e molti inediti, che racconta la storia degli ultimi due secoli e mezzo di Venezia da una prospettiva diversa.

«Finalmente senza gondole!», sorride l’autore. Che ricostruisce in base a documenti d’archivio e con una rigorosa ricerca storica la storia dell’aviazione lagunare. L’aeroporto Nicelli fondato da Vittorio Cini, che ha celebrato il suo centenario, è ciò che rimane di una gloriosa tradizione. Oggi restaurato e rilanciato, testimonianza di quanto fossero importante nel secolo scorso i voli aerei per la città. Una storia che affonda le radici nella precisione “quasi profetica” della mappa di Jacopo de’ Barbari (“a volo d’uccello”) nel Cinquecento. Si riconoscono nel capolavoro di De’ Barbari le case i monumenti, le barche e i particolari come se il grande artista avesse avuto a disposizione un drone o un Gps.

Ecco il primo pallone a idrogeno in seta gialla visto sorvolare la città d’acqua nel 1784. I pionieri che con i leggeri biplani atterravano sulle spiagge del Lido, “l’aeroporto di sabbia” che ospitava i primi voli poi trasformati anche in collegamenti di linea con i piccoli aerei della Transadriatica. La Venezia dei record, racconta Lando, vede ospitato qui il primo aeroporto per voli di linea in Italia, nel luogo dove l’uomo abbatte per la prima volta il muro dei 500 chilometri orari.

E il Nicelli, scrive lo storico, «è uno degli aeroporti più affascinanti del pianeta. Decollo con vista sulla laguna e sulla città storica, tra l’Adriatico e i bassi fondali lagunari. Nelle Officine aeronavali del Lido lavorano gli arsenalotti, gli operai che nella storia hanno fatto grande la città costruendo le navi per la Repubblica Serenissima. All’alba del Novecento le maestranze specializzate dell’Arsenale cominciano a costruire qui i primi idrovolanti.

«Univano così le antiche glorie marittime al futuro del volo», dice Lando. Gli idrovolanti che atterravano e decollavano in acqua avevano la loro base proprio al Lido. La pista perfetta era costituita dall’Idroscalo, dietro Sant’Andrea, rimasto intatto fino a oggi. Aerei, idrovolanti, elicotteri. Ma anche palloni aerostatici e dirigibili. Mezzi spettacolari poi diventati anche strumenti di guerra dall’alto. Alla fine cancellati per i problemi di sicurezza derivanti dai frequenti incendi del gas infiammabile come l’elio. La storia di Venezia “vista dall’alto” sarà presentato giovedì 22 ottobre alle 17.30 all’hotel Saturnia a San Marco.

 

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