Spacciatore in monopattino con un chilo di hashish fermato a Mestre

Operazione della polizia locale all’Interspar di via Torino. Il 40enne aveva uno zaino pieno di droga alloggiava in un b&b gestito da una famiglia bengalese

Marta Artico
Un intervento della polizia locale
Un intervento della polizia locale

È stato arrestato con un chilo di hashish ben stipato nello zaino che portava sulle spalle mentre sfrecciava sul suo monopattino, per andare agli appuntamenti con gli acquirenti davanti all'Interspar angolo via Torino, Rampa Cavalcavia e corso del Popolo, ai quali smerciava la roba che poi finiva nelle strade della città.

Il reparto specializzato della polizia locale di Venezia, grazie al nucleo in borghese, ha stretto le manette ai polsi a un quarantenne tunisino che spostava quantità davvero rilevanti di stupefacente e che in questo momento si trova in carcere in attesa della direttissima che dovrebbe avvenire nelle prossime ore, forse già oggi. Un’operazione pianificata, grazie a segnalazioni ripetute, e che è costata agli agenti serate di appostamenti. Luogo di incontro era l’area di fronte alla catena, luogo di ritrovo di stranieri.

L'appostamento e l'arresto

Da un po’ la polizia locale teneva sotto controllo la zona, in particolar modo l’area di fronte all'Interspar, dove la sera si ritrovavano in gruppo alcuni tunisini dediti allo spaccio nel quadrilatero di via Piave, da via Monti alle strade vicine ai giardinetti, nelle laterali a ridosso della stazione. A un certo punto, attorno alle 21 di martedì, al gruppetto si è avvicinato un quarantenne in monopattino, che si è fermato proprio tra i pesci più piccoli. A quel punto gli agenti sono intervenuti per la perquisizione, ed hanno trovato nello zaino ben un chilo di hashish, pronta per essere venduta ai colleghi tunisini, per poi essere piazzata nel mercato del quartiere Piave. Il tunisino non se l’aspettava, tutto è stato filmato dalle telecamere puntate in zona, così come le attività precedenti. Lo spacciatore è stato portato in carcere, in attesa della direttissima e delle decisioni che prenderà il giudice. Dall’operazione, per il momento, non emergono altri dettagli, in attesa della convalida dell’arresto.

Il b&b bengalese e i controlli

Come in molti altri casi, il tunisino con zaino infarcito di droga e monopattino al seguito, era alloggiato in un b&b della zona, un alloggio in gestione a cittadini bengalesi, che è stato perquisito. E che adesso sarà passato al setaccio, proprio sulla scorta del pugno duro di forze dell’ordine e prefettura, che stanno in tutti i modi cercando di smantellare il traffico illecito di stupefacenti in città, legato allo smercio, colpendo anche le attività che si prestano a ospitare malviventi, che siano borseggiatori, spacciatori, o scatolettisti organizzati. Una lotta, quella allo spaccio in strada, che vede in prima linea il corpo della polizia locale, con i suoi cani e il suo apparato.

Non più tardi di martedì, il vicecomandante della polizia locale Gianni Franzoi durante l’incontro "La sicurezza a Mestre", aveva posto l’accento sul fatto che il problema della sicurezza in terraferma non è più fatto di situazioni clamorose, ma di fenomeni più piccoli e diffusi, capaci di pesare sulla percezione dei cittadini.

Il fronte più delicato resta lo spaccio, soprattutto nell’area di via Piave. I gruppi nigeriani e tunisini si muovono con modalità diverse. I primi, che rispetto ad alcuni anni fa operano in zone sempre più limitate, presidiano punti precisi indicati dall’organizzazione, mentre i tunisini avrebbero una struttura più articolata, quasi aziendale, con ruoli definiti e una presenza stabile tra via Cappuccina e via Piave. Ed è proprio per questo, che l’intervento di martedì sera e l’arresto del tunisino, è ancora più importante, perché si inserisce proprio in questo quadro e nell’ottica di spezzare la catena. L’intervento della polizia locale non riguarda soltanto il reato di spaccio ma anche le ricadute sulla sicurezza urbana. La vicesindaca Francesca Zaccariotto ha insistito sulla necessità di far conoscere ai cittadini come è organizzato il sistema della sicurezza, ricordando il protocollo che permetterà di collegare le telecamere dei negozi alla Smart Control Room, con una formazione dedicata agli esercenti.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia