Aggressione nel carcere di Venezia, agente ferito da un detenuto

L’episodio alla casa circondariale Santa Maria Maggiore: il detenuto si rifiuta di rientrare in cella dopo una telefonata e si scaglia contro un agente. Il Sappe denuncia il clima di violenza e il sovraffollamento, con oltre 100 presenze in più rispetto alla capienza

Il carcere maschile Santa Maria Maggiore
Il carcere maschile Santa Maria Maggiore

Un agente della Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia è rimasto ferito a seguito di un’aggressione da parte di un detenuto.

L’episodio si è verificato ieri mattina, intorno alle 11, ed è stato reso noto dal sindacato Sappe. Secondo quanto ricostruito, il detenuto – di origine tunisina e ospitato in una sezione dedicata a soggetti a rischio di comportamenti violenti – si sarebbe rifiutato di rientrare in cella dopo una telefonata, per poi scagliarsi improvvisamente contro l’agente in servizio.

Il poliziotto ha riportato traumi al volto e agli occhi ed è stato medicato con una prognosi di sette giorni. L’aggressore è stato successivamente accompagnato in isolamento, come previsto dalle procedure disciplinari.

Il Sappe segnala inoltre la situazione di sovraffollamento dell’istituto veneziano, che conta attualmente 267 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare inferiore di oltre cento unità.

Dura la presa di posizione dei rappresentanti regionali del sindacato, Giovanni Vona, Michele Di Noia e Luigi Molitierno: «È inaccettabile la sistematica e continua esplosione di violenza nelle carceri italiane. Un fenomeno che non può più essere sottovalutato». Solidarietà all’agente ferito è stata espressa anche dal segretario generale del Sappe, Donato Capece.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia