Youtuber contro i borseggiatori, Zaccariotto: «Non ci si può sostituire alla polizia»
L’assessore Zaccariotto e i borseggiatori marchiati di rosso: «Il problema c’è: ne abbiamo denunciati 75, sono tutti liberi». Il Pd: «No ai giustizieri, ma sulla sicurezza solo chiacchiere»

«Ringraziamo quanti mediante la partecipazione attiva contribuiscono a dare una mano alle forze dell’ordine e alla città, ma fenomeni come i borseggi vanno affrontati tutti assieme, e non può il cittadino sostituirsi alle forze dell’ordine. Il mio timore è l’emulazione, il fatto cioè che mediante la diffusione di questi video che mostrano una città che sembra in rivolta, inneschiamo una spirale di violenza che ci si ritorce contro». Ossia Venezia diventi catalizzatore di persone violente, giovani che prendono ad esempio chi vuole farsi giustizia da sé, saltando a piè pari la legge e le norme.
L’assessore alla sicurezza e vicesindaco, Francesca Zaccariotto, ritorna sul caso degli Youtuber che nei giorni scorsi hanno girato per il centro storico, a caccia di truffatori ladri e borseggiatori, marchiandoli con lo spray rosso. «La diffusione di certi tipi di comportamento preoccupa perché in una società come la nostra, può innescare una spirale di violenza e di delinquenza. È come dire, venite a Venezia, perché qui avvengono questi episodi: non è solo un danno di immagine, ma un moltiplicatore per chi vuole imitare questi comportamenti».
Qual’è dunque il punto? «Torniamo sempre al centro della questione, ossia il fatto che non ci sia una normativa che favorisce una soluzione per debellare questa situazione. Ne abbiamo denunciati 75 finora, e cosa è accaduto dopo? Che sono tutti liberi. Che vuol dire? Non siamo assenti, ci siamo, abbiamo il controllo della situazione, non è che non vediamo e non capiamo cosa accade. Abbiamo persino accompagnato minori in comunità, la coscienza del fenomeno e della sua gravità c’è. Ma bisogna intervenire a livello normativo, perché la forza di queste persone è dettata dal fatto che sanno di essere perfettamente a conoscenza della loro impunibilità».
A preoccupare, è l’aggressività sempre maggiore. «Certo, il fatto che si facciano scudo con i bambini, la dice lunga, come a dire, tanto non potete farci nulla, è impressionante».
Il comune sta tentando anche nuove strategie: «Sappiamo che arrivano da altre parti e che spesso sono in trasferta, per questo stiamo cercando di intavolare una discussione con le strutture ricettive dove queste persone trovano ospitalità, per lavorare anche sotto questo profilo». Chiude: «Ma la politica deve intervenire per fermare definitamente queste bande».
All’assessore, rispondono i Veneziani non distratti: «i borseggiatore sono sempre stati violenti con chi dissuade i furti, e a Venezia più che in altre città. Noi spieghiamo sempre che l’obiettivo è avvisare le forze dell’ordine, non ci identifichiamo certo con chi spara acqua o spray, ma queste azioni degli Yuoutuber servono ad accendere i riflettori su un problema che deve essere posto all’attenzione di tutti, perché ormai ha raggiunto livelli di violenza inaccettabili sotto gli occhi di tutti».
Sul tema, interviene anche il gruppo del Pd, per bocca di Giulia Albanese: «Chiediamo al sindaco come voglia risolvere seriamente il problema della sicurezza, di cui è politicamente responsabile, e che si esprima chiaramente sui fatti accaduti in questi giorni» commenta. «Dopo undici anni di centrodestra al governo la situazione non ha fatto che peggiorare e ora ci troviamo in mezzo a scene di giustizia fai da te, con i cittadini esasperati. Tra le chiacchiere degli ultimi 11 anni, le promesse disattese dell’assunzione di 200 vigili, la città è ancora all’anno zero».
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