Contributo di bonifica, al via i pagamenti: Acque Risorgive incassa 19,5 milioni
Il Consorzio Acque Risorgive ha inviato 265.962 avvisi di pagamento a proprietari di terreni e fabbricati. I fondi serviranno a canali, idrovore e sicurezza idraulica

Sono 265.962 gli avvisi di pagamento per il contributo di bonifica che il Consorzio Acque Risorgive ha spedito ai proprietari di terreni e fabbricati, che in questi giorni sono chiamati al versamento di quanto dovuto. Dal contributo di bonifica il consorzio ricaverà circa 19,5 milioni di euro. Fondi fondamentali per garantire la sicurezza idraulica dei terreni, ma anche delle abitazioni urbane, mitigando il rischio di allagamenti e mantenendo in efficienza la rete di canali in un territorio reso sempre più fragile dal cambiamento climatico.
Le somme incassate dai consorziati servono a coprire le spese per garantire la manutenzione ordinaria, la gestione e la sorveglianza degli oltre 2.400 chilometri di canali e dei 33 impianti idrovori presenti sul territorio di competenza del consorzio, che si estende su 52 Comuni e oltre 101 mila ettari di terreno tra le province di Venezia, Padova e Treviso.
Di questi, oltre 47 mila ettari appartengono ai 18 Comuni dell’area metropolitana di Venezia ricadenti nel comprensorio. «Il tributo che chiediamo ai consorziati di pagare una volta l’anno», commenta Federico Zanchin, presidente del Consorzio di bonifica Acque Risorgive, «è dovuto al fatto che viviamo in un territorio fragile. Senza la nostra azione ampie aree della provincia sarebbero esposte a un maggior rischio di allagamenti e impaludamenti. Con il cambiamento climatico in atto le cose potrebbero peggiorare.
Con quanto incassiamo dal contributo di bonifica, poco più di 19 milioni e mezzo di euro, finanziamo un lavoro, alle volte invisibile, che serve a mantenere, per quanto possibile, gli immobili in terreni drenati, sicuri e accessibili. Senza dimenticare il servizio irriguo che garantiamo agli agricoltori».
Un impegno continuo, che vede quotidianamente al lavoro circa 170 dipendenti del consorzio, intenti ad assicurare il funzionamento e mantenere efficienti idrovore e reti di canali. Attività finanziate con gli introiti del contributo di bonifica. Mentre i fondi pubblici, derivanti dai finanziamenti statali, regionali e dell’Unione Europea, vengono usati per le grandi opere e gli interventi di manutenzione straordinaria.
Il contributo di bonifica
Negli ultimi anni la percentuale media di riscossione degli avvisi di pagamento ha superato il 97%, dopo l’emissione del coattivo. Segno di una buona capacità del Consorzio di riscuotere. Ma come si calcola il contributo di bonifica? «Il contributo richiesto a ogni consorziato», chiarisce il direttore di Acque Risorgive, Carlo Bendoricchio, «è legato al beneficio che in generale ciascuno ricava dall’opera del consorzio. Si paga in proporzione al vantaggio concreto che il proprio edificio o terreno trae dalle opere di bonifica e irrigazione.
Un calcolo stabilito dal Piano di classifica degli immobili della Regione, fatto perché nessuno paghi più del dovuto, e che è determinato secondo criteri di trasparenza. Una volta che abbiamo definito le spese necessarie per la manutenzione delle opere in nostra gestione, procediamo applicando gli indici del Piano di Classifica alle caratteristiche specifiche dell’immobile, tenendo conto del valore e della posizione. Fatto questo, i costi complessivi vengono suddivisi tra tutti i consorziati in base al beneficio calcolato, assicurando la massima proporzionalità». All’importo finale che ciascun consorziato deve versare si arriva, dunque, attraverso tre passaggi.
Il primo, di carattere generale, è l’analisi dei costi, con cui il consorzio individua le spese necessarie per le attività di manutenzione idraulica. Poi s’incrociano i dati, applicando gli indici del Piano di classifica alle caratteristiche specifiche del terreno o dell’edificio di ciascun contribuente, tenendo conto del valore dell’immobile, della posizione e della destinazione d’uso. Da ultimo, si provvede al riparto dei costi. I costi complessivi vengono suddivisi tra tutti i consorziati in base al beneficio calcolato, assicurando la massima proporzionalità. Dal consorzio sottolineano come il contributo di bonifica sia un «primo esempio di federalismo fiscale». Si paga in proporzione al vantaggio concreto che i propri beni traggono dalle opere di bonifica o irrigazione.
Trasparenza
Il consorzio ha realizzato un opuscolo per illustrare il contributo di bonifica. Mentre il Piano di classifica è consultabile online, per verificare come viene calcolato il beneficio per ogni zona.
«In questi anni abbiamo fornito ai cittadini nuovi strumenti di informazione e comunicazione come il bilancio di mandato, il sito web e l’App digitale, per spiegare loro le cose che facciamo, le opere che abbiamo in cantiere, i progetti per cui cerchiamo finanziamenti straordinari», conclude il presidente Zanchin, «Le sfide che abbiamo davanti si possono affrontare solo se usciamo da una logica di contrapposizione, consapevoli che se il consorzio smettesse di operare finirebbe per creare un danno alla collettività e alle proprietà individuali».
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