Tentato omicidio, rapine e furti: cinque in carcere per la faida tra famiglie di tunisini a Venezia

L’operazione di polizia e carabinieri coordinata dalla Procura dopo i ripetuti episodi di violenza in centro storico. A scontrarsi, due nuclei familiari di origine tunisina per il controllo di traffici illeciti

L'uomo ferito nell'accoltellamento a San Barnaba
L'uomo ferito nell'accoltellamento a San Barnaba

Cinque persone arrestate tra Venezia e la provincia nell’ambito di un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri contro episodi di violenza legati a gruppi criminali di origine tunisina.

Dalle prime ore della mattina di mercoledì 20 maggio, su disposizione della Procura della Repubblica di Venezia, gli investigatori stanno eseguendo due distinte misure cautelari in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di cinque soggetti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni aggravate, rapina e furto aggravato.

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L’accoltellamento a San Barnaba

L’operazione arriva al termine di indagini avviate dopo una serie di violenti episodi avvenuti nelle ultime settimane nel centro storico veneziano, spesso caratterizzati dall’utilizzo di coltelli e armi da punta. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli episodi sarebbero riconducibili a contrasti tra gruppi di origine magrebina, legati anche a dinamiche familiari e alla gestione di traffici illeciti.

Le attività investigative sono state condotte parallelamente dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, con un costante coordinamento informativo che ha consentito alla Procura di ricostruire il contesto criminale nel quale sarebbero maturati i fatti contestati.

Nel dettaglio, l’indagine della Polizia di Stato ha permesso di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti di alcune persone appartenenti o vicini a una famiglia di origine tunisina, ritenuti coinvolti nel tentato omicidio di un connazionale avvenuto la sera del 22 aprile nell’area di Campo San Barnaba.

Parallelamente, l’indagine condotta dai Carabinieri ha riguardato altri soggetti riconducibili allo stesso nucleo familiare, accusati di lesioni aggravate, rapina e furto aggravato ai danni di un cittadino di origine giordana, in relazione a episodi avvenuti il 13, 18 e 20 aprile nel sestiere di Cannaregio.

Contestualmente alle misure cautelari, sono in corso anche cinque perquisizioni personali e domiciliari disposte dalla Procura nei confronti degli indagati.

L’operazione si inserisce in una più ampia attività di contrasto ai gruppi criminali di origine magrebina attivi nel territorio veneziano, impegnati, secondo gli investigatori, in una lotta per il controllo di traffici illeciti e delle relative aree di influenza.

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