Venezia, Agesci in corteo in Canal Grande per la pace in Palestina
Sabato 29 sera l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani ha colorato il Canal Grande con un corteo di barche. «Ci rendiamo conto che si stanno consumando molti altri conflitti nel mondo e ne restiamo sostanzialmente indifferenti»

«Non possiamo ignorare il dolore, la sofferenza, la perdita, Non possiamo e non vogliamo restare indifferenti». Con queste motivazioni, sabato 29 sera l’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) ha colorato il Canal Grande con un corteo di barche per la pace in Palestina.
«Siamo disorientati e delusi da noi stessi», spiegano i referenti scout, «perché ci rendiamo conto che si stanno consumando molti altri conflitti nel mondo e ne restiamo sostanzialmente indifferenti. Siamo sgomenti di fronte alla tremenda violenza inflitta al popolo israeliano il 7 ottobre 2023 da esponenti di un movimento terrorista (Hamas). Proviamo rabbia di fronte alla sproporzionata reazione del governo di Israele contro il popolo palestinese, indifferentemente falcidiato (uomini, donne, bambini, medici, infermieri, operatori di pace, giornalisti…), la maggior parte civili, oggetto di una carneficina indiscriminata. Sappiamo che le motivazioni che muovono questo conflitto risiedono in una storia lunga e dolorosa, ma è proprio questa agonia che ci induce con forza a chiedere la fine di questa guerra e, finalmente, avviare un percorso di Pace. La tenuta della tregua del conflitto è fragile, ma da questo punto si deve partire”.
Dalla Salute a Rialto, gli organizzatori avevano chiesto a chi intendeva partecipare di portare una lanterna per ogni barca e solo una bandiera: quella della pace.
«Partiamo da noi, semplici cittadini, consapevoli che la Pace si costruisce attraverso i nostri gesti, l’accettazione del dialogo, il rispetto dell’Altro. Sosteniamo le relazioni volonterose, opponiamoci a chi privilegia lo scontro, verbale e culturale, educhiamo alla Pace. Noi possiamo fare la differenza. Vogliamo che i nostri governanti e le istituzioni da loro dirette non restino indifferenti e si impegnino concretamente perché le popolazioni più deboli siano sempre difese, perché sia sempre trovata una soluzione pacifica e giusta ai dissidi. Da loro vogliamo la differenza».
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