Usl 4, i cinque anni di Filippi: persona al centro e restyling degli ospedali
Il direttore generale saluta il Veneto Orientale per andare a guidare l’Usl 5 Polesana. Ex infermiere, Filippi fa il punto del suo quinquennio

Cinque anni intensi, iniziati con la pandemia e conclusi con la rivoluzione – almeno sulla carta – dei servizi territoriali. Il direttore generale dell’Usl 4 – ed ex infermiere – Mauro Filippi si prepara a salutare il Veneto Orientale alla volta dell’Usl 5 Polesana, ma non senza fare il punto del suo mandato, ormai giunto al termine.
Con la sua squadra, formata da dal direttore amministrativo Massimo Visentin, dalla direttrice sanitaria Francesca Ciraolo e dalla direttrice socio sanitaria Simona Sforzin, Filippi ha «portato l’azienda ad elevati livelli di performance», si legge in una nota della direzione, «raggiungimento gli obiettivi definiti dalla programmazione regionale e posizionandosi sempre ai primi posti rispetto alle valutazioni annuali condotte dalla Regione, ma anche nelle valutazioni ministeriali del Piano nazionale Esiti pubblicati nel 2025 si posiziona nelle fasce alte e molto alte per diverse aree di intervento».
L’Usl in numero
Tre presidi ospedalieri, oltre 2.500 dipendenti e un bilancio di circa 500 milioni di euro, chiuso anche lo scorso anno in attivo. Filippi non ha dubbi: «L’Usl, azienda più grande di questo territorio, gode di ottima salute». I numeri sono rilevanti: in media oltre 18.000 ricoveri all’anno, 110.000 accessi al Pronto soccorso, 17.000 interventi chirurgici, oltre 6.000 pazienti gestiti a domicilio, 470.000 giornate di accoglienza nelle strutture territoriali e 2,8 milioni di prestazioni specialistiche che hanno permesso di arrivare quasi ad azzerare le liste di attesa.
Il restyling degli ospedali
Finita l’emergenza pandemica, l’attenzione del dg uscente Filippi è andata al restyling dei tre ospedali del Veneto Orientale: ben 61.800 euro sono stati investiti nella ristrutturazione dei presidi, di cui più di 25 milioni solo per San Donà, dove verrà realizzato un nuovo edificio per servizi e degenze, su quattro piani.

Oltre 26 milioni euro per l’ospedale di Portogruaro, dove verrà costruito un nuovo edificio su cinque piani, mentre a Jesolo l’intervento da 10 milioni euro prevede la ristrutturazione ed il recupero dei volumi esistenti, con ripristino nella forma originaria delle terrazze fronte mare.
La sfida: il territorio
Non solo ospedali: l’eredità del Covid è stata l’importanza dei servizi territoriali, senza i quali il sistema, in caso di crisi, va in tilt. Ecco, allora, che soprattutto nell’ultimo anno gli sforzi sono andati tutti nella realizzazione delle Case di comunità, sei in Veneto Orientale. Con un finanziamento di 36 milioni di euro del Pnrr, funzionali anche alla realizzazione dell’ospedale di comunità di Jesolo e all’ammodernamento dei macchinari, ora si va verso uno sprint finale per stare nei tempi dettati dal Pnrr, che ha imposto giugno come data di consegna delle nuove strutture.

«Nel territorio», afferma il direttore generale, «la collaborazione con le Amministrazioni locali, il terzo settore, le numerose associazioni presenti, ha veramente fatto la differenza, permettendo di creare una rete di sostegno per le persone più fragili e facendo della sinergia l’elemento di forza comune».
Il turismo sicuro
Un territorio complesso, quello del Veneto Orientale, che ogni estate vede aumentare in modo importante il proprio bacino d’utenza. «L’azienda in questi anni, ha anche innovato l’organizzazione per una gestione efficace dei bisogni di salute delle persone, ne sono un esempio il Programma Vacanze in Salute messo in campo per gestire i bisogni di salute della popolazione turistica, che conta circa 22,5 milioni di presenze ogni anno nelle località della costa afferenti all’Usl 4 , con oltre 60.000 accessi nel periodo estivo ai Pronto soccorso e Punto di primo intervento dell’Azienda, senza far venir meno il livello qualitativo e quantitativo dei servizi ai residenti».
Sempre nell’Usl 4 è nato anche il Progetto Turismo Inclusivo Veneto con la creazione della Spiaggia di Nemo, un tratto di spiaggia antistante l’Ospedale di Jesolo che grazie ad interventi sulla accessibilità e l’inclusività oggi può accogliere persone con disabilità per una vacanza in totale sicurezza e comfort, con l’assistenza di personale qualificato. Da allora il progetto si è esteso a tutte le 9 aziende sanitarie del Veneto, con l’Usl 4 che ha mantenuto il ruolo di coordinamento.
Il dg uscente: «La persona sempre al centro»
«Se devo trovare una parola che sia il filo conduttore del mio mandato», aggiugne Filippi, «è sicuramente la volontà di tenere la persona al centro, non solo gli anziani fragili, ma tutte le persone in situazione di bisogno, che cercano oltre a cure ed assistenza nelle nostre strutture e servizi, anche comprensione, accoglienza, presa in carico. La persona al centro è anche il nostro personale, che per curare deve stare bene in azienda, su questo versante una attenzione particolare in questi anni è stata rivolta a loro, realizzando importanti programmi di welfare».
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