Veneto City, Dolo dice sì tra proteste e tensioni

Il Consiglio comunale ha approvato oggi l’accordo per la realizzazione del mega-polo commerciale e dei servizi. Sala «occupata» dai militanti leghisti. I comitati mettono in scena la morte della democrazia

Il Consiglio comunale di Dolo oggi pomeriggio ha detto sì all’accordo di programma per la realizzazione di Veneto City, il mega polo immobiliare previsto tra Dolo e Pianiga. La ratifica dell’accordo è passata con i voti della maggioranza di centrodestra, mentre i consiglieri di opposizione non sono entrati in aula per protesta.

Nel mirino dell’opposizione l’ordinanza del sindaco della Lega Nord Maddalena Gottardo che, adducendo motivi di ordine pubblico e di sicurezza statica della sala, ma soprattutto dopo l’«occupazione» dei comitati della scorsa settimana, ha limitato a quaranta il numero di persone ammesse ad assistere al dibattito. I posti sono stati interamente occupati da militanti leghisti, sostenitori del sindaco, e da alcuni rappresentanti della società Veneto City già due ore prima del Consiglio, fissato alle 15. Lasciati fuori dall’aula per parte della discussione anche i giornalisti, che sono riusciti ad accedere al dibattito solo dopo aver vivacemente protestato.

Mentre la maggioranza, in municipio, dava il via libera a Veneto City, all’esterno andava in scena la «morte della democrazia», allestita dai comitati per protestare contro il progetto che «devasterà la Riviera del Brenta». Comitati e rappresentanti dei commercianti hanno sottolineato ancora una volta l’inutilità del progetto che «andrà a distruggere il tessuto socio-economico della Riviera». Inoltre i negozianti di Dolo, dalle 17, hanno spento le luci e acceso dei lumini davanti ai negozi in segno di protesta.

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