Varchi per il flusso dei tursti: a Venezia ha prevalso l'"effetto dissuasione" anti mordi e fuggi

Il comandante Marco Agostini: "Tutto ha funzionato. I varchi e il clamore mediatico hanno spinto i pendolari a scegliere altre mete"
I varchi utilizzati per la prima volta il ponte del Primo maggio
I varchi utilizzati per la prima volta il ponte del Primo maggio

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VENEZIA. Alla sera del Primo maggio si fanno i bilanci di com'è andato il tanto atteso ponte. I varchi non sono mai stati chiusi e, il primo maggio, non è stato necessario nemmeno deviare il traffico automobilistico verso il Tronchetto. C'è da dire che martedì molti sono tornati a casa e che, naturalmente, la città ha iniziato a svuotarsi. In ogni caso non ci sono stati intoppi di nessun tipo. 

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"Siamo soddisfatti" ha detto il comandante della polizia municipale Marco Agostini che ha monitorato la situazione "Io lo chiamo effetto dissuasione ed è quello che ha funzionato. Grazie anche al clamore mediatico del primo giorno, le persone che sono venute a Venezia sono state soprattutto quelle che hanno pernottato, ma tantissimi mordi e fuggi hanno cambiato destinazione".

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Una nota critica è giunta dal segretario comunale del PD di Venezia, Giorgio Dodi, che parla più che altro di Eeffetto sopresa" e critica l'amministrazione di non avere ancora un piano: "Se all’effetto sorpresa non seguirà un piano complessivo serio, nulla cambierà e l’estate sarà più invivibile che mai. Ai varchi ad effetto va urgentemente sostituito un sistema di prenotazioni evoluto (...) una visione complessiva della Città Metropolitana che renda concreta la solidarietà territoriale per la gestione di un bene comune (Venezia) sul fronte culturale, sociale ed economico. Il Governo ha dato alla città di Venezia 110 milioni di euro legati al Patto per lo Sviluppo della Città di Venezia sottoscritto alla fine del 2016 in cui 10 milioni erano riservati ad attrezzare la città nella gestione dei flussi turistici. I mezzi quindi ci sarebbero, ma al momento l’amministrazione Brugnaro non è nemmeno riuscita a mettere in piedi un sistema per contare le persone. L’apparizione dei tornelli fantasma non cambia la situazione".

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A proposito di varchi, Codacons è invece sceso in campo invece per difendere i turisti: "Giusto tutelare Venezia e il patrimonio culturale e artistico della città, ma occorre pensare anche ai diritti dei turisti e difendere i loro interessi. La restrizione degli accessi deve essere accompagnata da provvedimenti che garantiscano il diritto degli utenti alla libera circolazione" ha detto il presidente Carlo Rienzi "(...) Siamo favorevoli ai varchi perché è evidente che la città non può reggere una massiccia presenza di visitatori concentrata negli stessi punti, ma al tempo stesso chiediamo un maggiore impegno da parte dell’amministrazione per fornire ai turisti tutte le informazioni utili sui possibili percorsi alternativi e sulle opere e siti di interesse ubicati lungo gli stessi, così da fornire un servizio utile ai visitatori e contemporaneamente tutelare la città”.

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