Vandalo manomette le pompe nel cantiere Fornitura idrica a rischio

Giovanni Monforte

QUARTO

Un gesto incomprensibile, un atto di vandalismo che avrebbe potuto avere pesanti conseguenze. Ignoti si sono introdotti nel cantiere per i lavori di manutenzione della canaletta Cuai, in territorio di Quarto, e hanno manomesso le pompe, allagando l’area. La canaletta è fondamentale per l’approvvigionamento dell’acqua potabile sia alla città storica di Venezia che alla terraferma mestrina. Spetterà alle forze dell’ordine cercare di individuare l’autore, o gli autori, di questa sorta di “sabotaggio”.

Il fatto è accaduto l’altra notte. Erano circa le 4 di giovedì quando, sfruttando una breve pausa della guardia di sorveglianza, qualcuno si è introdotto nel cantiere che il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha avviato sulla canaletta a sud della Jesolana. Chi ha agito ha strappato i cavi di collegamento della centrale di comando delle pompe, causandone lo spegnimento. In pochi minuti l’area di cantiere si è allagata. Una volta scoperto il fatto, gli operai dell’impresa appaltatrice si sono messi al lavoro per ripristinare la sicurezza del cantiere, con travasi e l’asciugatura dell’area, estesa per centinaia di metri di alveo. Grazie al tempestivo intervento dell’impresa, l’approvvigionamento idrico tramite il bypass è stato ripristinato e il servizio potabile non ha subito interruzioni.

Ma l’atto vandalico avrebbe potuto avere pesanti ripercussioni sulla fornitura idrica per migliaia di utenze. Per questo al Consorzio Acque Risorgive nessuno ha intenzione di sminuire l’accaduto. «Si tratta di un fatto grave che si configura come un reato», commenta Carlo Bendoricchio, direttore del Consorzio, «Interrompere un pubblico servizio essenziale com’è la canaletta Cuai per l’approvvigionamento potabile della città di Venezia è un atto che può portare a ripercussioni serie». Se ne occuperanno le forze dell’ordine, a cui l’impresa appaltatrice ha sporto denuncia contro ignoti. I lavori sono finanziati dal ministero dell’Agricoltura con oltre 14 milioni di euro. —



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