Vandali strappano l’autovelox e gettano l’impianto nel fosso

DOLO. Atto vandalico a Dolo contro un autovelox sulla bretella che collega Fiesso d’Artico al cavalcaferrovia di Pianiga . Ignoti hanno staccato l’impianto di controllo elettronico della velocità da dove era sistemato e l’hanno gettato nel fosso provocando un danno per migliaia di euro. Ad accorgersi di quello che era successo sono stati sia i vigili urbani dell’Unione dei Comuni che i carabinieri della Tenenza di Dolo durante un pattugliamento. L’autovelox staccato è quello sul lato della corsia di marcia che da Fiesso porta a Pianiga e che si trova a ridosso della pompa di benzina Noal Oil. Dopo aver constatato che l’impianto è stato distrutto, il Comune di Dolo ieri mattina con il responsabile della polizia dell’Unione dei Comuni ha sporto denuncia ai carabinieri. Ora per sistemare l’autovelox ci vorranno diversi giorni. Amareggiata il sindaco di Dolo Maddalena Gottardo: «Si tratta di un fatto grave di non si comprende la logica. In quella bretella gli autovelox sono stati piazzati perché le auto sfrecciano ad ogni ora del giorno a velocità troppo elevate, e anche per il fatto che nel passato si erano verificati diversi incidenti mortali causati dall’alta velocità. Su quel tratto di bretella in cui è stato posizionato l’autovelox il limite è di 70 chilometri l’ora, ma sono state date numerose multe perché non viene rispettato. Spero che i responsabili di questo atto incivile e vandalico possano essere identificati dalle forze dell’ordine e portati in giudizio».
Non è la prima volta che si verificano fatti del genere proprio a Dolo. Poche settimane fa un altro autovelox era stato imbrattato con vernice e reso inefficace. A Vetrego un episodio analogo ha colpito un impianto dello stesso tipo. L’autovelox che però fa scattare più sanzioni è quello che si trova sulla statale Romea all’altezza di Lova di Campagna Lupia. Qui in un anno sono state date multe per 500 mila euro. «La nostra intenzione», dice il sindaco di Campagna Lupia, Livieri, «non è quella di fare cassa ma di educare gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità».
Alessandro Abbadir
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