«Usò l’auto della polizia per suoi fini»: a giudizio
Luca Nardin, 46 anni, il poliziotto di Casier (Treviso) finito al centro dell’inchiesta sui furti in aeroporto a Tessera e poi scagionato, torna davanti al giudice per un fatto del 21 novembre 2015. All’epoca era assistente capo della polizia in servizio alla stazione di polizia di frontiera di Marghera.
È accusato, stando al capo d’imputazione, di aver usato arbitrariamente le prestazioni lavorative di un collega poliziotto, in contrasto con i compiti di servizio, tutto con l’obiettivo di realizzare un profitto proprio e di altri. Nella fattispecie l’imputato è finito a processo per aver chiesto durante l’orario di ufficio al collega di portarlo con l’auto di servizio dal Porto di Marghera agli uffici della polizia di frontiera a Venezia e di attenderlo sul posto per una quindicina di minuti. Per l’accusa, Nardin in quell’occasione ha avuto un colloquio privato con Cristian Balbinot, un collega poliziotto anch’egli finito nell’inchiesta sui furti in aeroporto e poi scagionato, a cui era stato sequestrato il cellulare.
Il processo era fissato davanti alla giudice monocratica Sara Natto che però va in pensione. È stato riassegnato ad un altro giudice per l’udienza del 7 gennaio. Nardin, con l’avvocato Francesco Murgia, punta a dimostrare la sua estraneità dalle accuse. —
Rubina Bon
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