Assegni ai caregiver senza fondi, primo decreto ingiuntivo contro l’Usl 3

Il taglio delle risorse ministeriali mette in difficoltà decine di famiglie: il tribunale di Venezia ha emesso un decreto ingiuntivo di oltre diecimila euro a favore di una mamma che assiste il figlio con una grave forma di autismo

Eugenio Pendolini
Decreto ingiuntivo a carico dell'Usl 3
Decreto ingiuntivo a carico dell'Usl 3

Sono in ritardo i soldi del ministero destinati alle Regioni, e così anche nell’Usl 3 è fermo al palo il pagamento degli assegni a chi assiste gratuitamente un familiare con disabilità grave o non autosufficienza.

Al punto che ora anche il tribunale di Venezia è stato costretto ad emettere un decreto ingiuntivo, pagabile entro 40 giorni e dal valore complessivo di oltre diecimila euro, a favore di una mamma che ha fatto ricorso al tribunale civile.

Nel caso specifico, la donna per tre anni aveva ricevuto l’assegno contributivo familiare dall’Usl 3 in quanto mamma caregiver di un ragazzo gravemente autistico, entrambi residenti in città, al quale è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento. Gli importi variano solitamente dai 400 ai 800 euro mensili in base ai diversi bandi locali e all'Isee socio-sanitario.

Parliamo di 706 euro al mese, un aiuto sostanzioso per far fronte ad una evidente situazione di difficoltà. Tutto questo dal 2022 e fino all’aprile del 2025. Quando in effetti i rubinetti si sono chiuso, inspiegabilmente. Per questo A.M., difesa dagli avvocati Enrico Cornelio e Livia Cornelio, è stata costretta a presentare un decreto ingiuntivo alla dottoressa del Tribunale di Venezia sezione lavoro, riuscendo in effetti a ottenere un decreto ingiuntivo pari a 10.590 euro.

In effetti, il giudice civile sulla base del ricorso presentato dagli avvocati ha riconosciuto come validi i motivi all’origine della richiesta avanzata in sede civile, decidendo quindi di ingiungere l’azienda sanitaria Usl 3 Serenissima di pagare la somma richiesta dalla madre per il tramite dei suoi difensori.

Vista la gravità della situazione, il tribunale ha anche concesso l’immediata esecutività del provvedimento, dando poi termine di quaranta giorni per una eventuale opposizione da parte dell’azienda sanitaria. Il caso in questione, però, non sembra affatto essere l’unico nel territorio.

«Non c’è solo questo caso», conferma l’avvocato Livia Cornelio, «anzi, siamo già in contatto con diversi clienti che si trovano nella situazione analoga perché l’Usl non sta più pagando l’assegno di caregiver a chi ne ha il diritto». In particolare, lo studio legale avrebbe raccolto una trentina di segnalazioni di casi simili.

Pronta la replica dell’azienda sanitaria che ha affidato la sua posizione ad una nota: «L'Azienda sanitaria e il servizio sanitario regionale stanno compiendo ogni sforzo per garantire la regolarità del versamento dei contributi agli aventi diritto. Un tavolo di confronto è aperto da tempo proprio per mettere in campo ogni possibile intervento: a fronte delle difficoltà di ottenere con regolarità, dal livello ministeriale, i finanziamenti necessari, Azienda sanitaria e servizio sanitario regionale valutano tutte le possibili vie per garantire il sussidio nel rispetto della normativa».

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