Università, a Treviso aumentano gli studenti dall’estero: Bo e Ca’ Foscari attendono i campus
Sono una cinquantina gli stranieri iscritti ai corsi trevigiani, crescono anche i fuorisede: investimenti su ex Salsa e Turazza

Arrivano dal Pakistan e dalla Cina, dal Kazakistan e dall’Ecuador, dalla Turchia e dall’Indonesia. Il punto di contatto? Hanno scelto Treviso e Ca’ Foscari per studiare. I due poli universitari trevigiani - le sedi staccate di Venezia e Padova - continuano a registrare numeri in crescita, anche con una robusta componente di fuorisede, legittimando i progetti per i rispettivi campus previsti per i prossimi anni, al Turazza e all’ex caserma Salsa.
I numeri
Sono 46 gli studenti universitari che frequentano la sede trevigiana dell’ateneo veneziano, la quasi totalità (41) è iscritta alla magistrale tutta in inglese in Global Development and entrepreneurship. L’università sotto la Torre Civica piace ai fuori sede anche dell’altro ateneo cittadino: in aumento gli iscritti ai corsi di Padova non residenti nella Marca (saliti quest’anno a 1.196 contro i 1.111 di 12 mesi fa: 85 in più); piccolo calo, ma numeri sempre alti anche per i cafoscarini, con 1.181 studenti non residenti nelle province di Treviso e Venezia, di cui 228 da fuori Veneto e 46 – appunto – dall’estero.
Un trend che ormai si è consolidato visti anche i 55 stranieri dell’anno accademico precedente: molti di loro si sono fermati. E le imprese spingono per incentivare lo scambio con l’estero: c’è bisogno di professionalità valide, in tempi di grave carenza di manodopera.
L’internazionalità
Quello che conta è che in riva al Sile c’è un’internazionalità rilevante. Ragazzi che provengono dal Sud America o dall’Asia, puntando su Ca’ Foscari per specializzarsi negli studi. Perché l’interesse per Global Development? «Si tratta di un corso di particolare attualità, che integra ai classici contenuti dell’internazionalizzazione delle imprese e dei mercati, l’attenzione all’evoluzione degli scenari geopolitici», sottolinea il docente Stefano Soriani, direttore del campus di Ca’Foscari a Treviso.
Ed ecco gli studenti cinesi e turchi a lezione all’ex distretto, ecco indonesiani e kazaki al San Paolo. Un interesse che spinge lo stesso Soriani a ragionare in ottica studentati (oggi previsto per il campus patavino all’ex Salsa), elemento imprescindibile per una Treviso che punta a diventare sempre più città universitaria. Pensando anche al progetto del nuovo campus di Ca’ Foscari all’ex Turazza a San Nicolò, ora liberato dalle medie Stefanini e destinato ad accogliere in futuro gli universitari.
La città universitaria
«La crescente importanza degli studenti stranieri nell’attività del campus arricchisce l’esperienza formativa e gli stimoli all’attività di ricerca e di terza missione», incalza il direttore del campus, Soriani, «al tempo stesso, ne derivano nuove domande, in termini di residenzialità e qualità dei servizi, alle quali l’università e la città di Treviso sono chiamate a rispondere, in un orizzonte temporale prossimo. In tal senso, l’auspicio è che il progetto della nuova sede al Turazza funzioni come il motore e il catalizzatore di nuove ed incisive azioni volte a dare realizzazione concreta alla visione di “Treviso città universitaria”, nella convinzione che l’università già oggi costituisce, e potrà esserlo ancora di più in futuro, una leva di crescita e di sviluppo del territorio».
La filosofia
Treviso piace anche per la peculiarità di alcuni suoi corsi, come Giurisprudenza 2. 0 (incentrata sulla figura del giurista d’impresa) per l’ateneo patavino o il biennio magistrale cafoscarino in Global Development. «La filosofia dell’università di Padova, per le sedi decentrate, è non produrre duplicati a livello di corsi e i numeri dei fuori sede sono la conferma di un progetto di successo», le parole del docente universitario Paolo Sambo, prorettore del Bo con delega alle sedi periferiche. Parole perfettamente sovrapponibili per Global Development.
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