Anche in carcere si tifa Venezia, nasce il Club Santa Maria Maggiore
Istituito il gruppo di supporter degli arancioneroverdi tra le mura del penitenziario veneziano: «Un ponte con il tessuto urbano, il calcio come leva di vicinanza»

Nasce il Venezia Club Santa Maria Maggiore. Un club che nasce tra le mura del carcere veneziano. Non solo un club di appassionati tifosi che condiviso la passione per il Venezia Fc e ma anche uno spazio di incontro. A far nascere il club in carcere sono stati alcuni appassionati tifosi.
Con l’idea di farne un luogo di dialogo e anche ripartenza, unendo le tante vicissitudini toccate nella sua storia al club calcistico con il principio della Costituzione, sancito dall’articolo 27, che vede nel carcere non solo il luogo della punizione ma anche della rieducazione, di un nuovo percorso di responsabilità nella vita comunitaria.
Lo racconta il quinto numero del giornale “Ponti”, il periodico che racconta il mondo del carcere di Santa Maria Maggiore e curato dall’associazione Il Granello di Senape. All’interno, contiene anche l’annuncio inatteso. La nascita del club arancioneroverde dedicato al Venezia Fc dentro al carcere di Venezia. Un club, ovviamente simbolico perché gli iscritti non possono uscire per andare allo stadio. Ma che crea un legame tra chi sta dentro il carcere veneziano e chi invece sta fuori, utilizzando il calcio come leva di vicinanza.
Il Venezia Club Santa Maria Maggiore si configura come un piccolo progetto identitario «che lancia un altro “ponte” tra l'istituto penitenziario e il tessuto urbano, restituendo ancora una volta al carcere una dimensione sociale attiva e integrata con la città», spiegano dalla redazione della rivista “Ponti”.
La pubblicazione dedica l’ultimo numero al rapporto tra genitori e figlio, anche tra le mura di un carcere.
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