Un’altra vittima, paura a Valli. Favaro piange Luciano Carniato

Si è spento Nino Bertaggia, padre di Fiorello, morto domenica. Favaro piange la morte di Luciano Carniato, ex tecnico Alitalia

MESTRE. Cresce la psicosi tra gli abitanti di Valli e Conche per il diffondersi del virus e dei casi di isolamento domiciliare preventivo. Le due frazioni sono sotto choc per le gravissime condizioni del parroco, don Massimo Fasolo, 61 anni, ieri trasferito da Piove di Sacco a Padova nell’unità Istar (Istituto di anestesia e rianimazione), ma anche per la morte di Nino Bertaggia, 97 anni, padre di Fiorello, 68 anni, deceduto domenica all’ospedale di Chioggia dov’era ricoverato per patologie pregresse, ma risultato anche positivo al Coronavirus. L’anziano padre, già da tempo isolato a casa per l’età avanzata, da un anno e mezzo non veniva a contatto con il figlio; non era stato sottoposto al test, come invece altri parenti stretti, risultati in un paio di casi positivi, anche se asintomatici, e pertanto soggetti a monitoraggio domiciliare. La notizia ha provocato nuova ansia e nuovi punti interrogativi nella frazione di Valli dove già da giorni si respira un’atmosfera densa di preoccupazioni. . Il primo caso positivo, ricoverato da due settimane in Terapia intensiva a Mestre, è un residente 86enne di Valli e molti dei positivi ai domiciliari risiedono nella frazione.

Domenica è deceduto Fiorello Bertaggia, che fino a pochi giorni prima era stato visto tranquillo per le vie del paese, da lunedì il bar edicola e la macelleria sono chiusi con un cartello che indica motivi di precauzione e ieri è mancato anche il padre Nino.

Ma a preoccupare tutti sono soprattutto le condizioni di don Massimo, a cui le due comunità sono fortemente legate. Il fratello, Fiorenzo, aveva annunciato già nella tarda serata di lunedì il probabile trasferimento del parroco in un ospedale più grosso. Trasferimento che si è concretizzato nel pomeriggio di ieri. «Don Massimo ora è a Padova», scriveva ieri alle 18.30, Fiorenzo Fasolo nel gruppo Valli di Chioggia Conche di Codevigo news, ideato proprio da don Massimo, «il trasferimento è andato bene. È stato preso in carico dall’Istar dell’ospedale civile di Padova e è stato stabilizzato. Domani, nel primo pomeriggio, sono stato convocato dal medico per avere ulteriori notizie. Vi chiedo di continuare a pregare assieme a noi». In aumento anche i casi di isolamento domiciliare di residenti di Conche venuti a contatto col parroco nelle ultime due settimane.

È un dolore nel dolore quello delle famiglie che perdono una persona cara in questi giorni. Luciano Carniato, 78 anni, ex tecnico di Alitalia, è mancato all’ospedale dell’Angelo lunedì. Positivo al coronavirus, anche lui era ricoverato in terapia intensiva, nella Rianimazione del nosocomio di Mestre assieme agli altri pazienti in condizioni critiche, che lottano tra la vita e la morte.

A ricordarlo è la comunità di Favaro, scossa per il lutto che ha colpito la famiglia che risiede in via Monte Boè. A piangerlo la moglie, che risponde gentilmente con la voce rotta. Carniato, due figli, era un tecnico Alitalia in pensione e lavorava all’aeroporto Marco Polo. Una persona riservata e per bene.

Qualche giorno fa il ricovero all’ospedale dell’Angelo e il peggioramento successivo delle sue condizioni. Anche parte della famiglia è in quarantena, in attesa di poter salutare, in qualche forma, l’uomo.

«Porgo alla famiglia il mio cordoglio e quello di tutta la giunta comunale» spiega l’assessore Renato Boraso, colpito dalla notizia. «Vorrei lanciare un appello a tutti i cittadini della nostra comunità a non mollare e soprattutto a seguire tutte le prescrizioni. Se stiamo uniti ce la possiamo fare».

«Siamo rattristati per la perdita e vicini come possiamo alla famiglia» aggiunge il presidente di Favaro, Marco Bellato «non lo conoscevo di persona, ma sono molto vicino ai suoi parenti, la moglie i figli prima di tutto, di cui posso solo immaginare il dolore: raccomandiamo alle persone che non hanno esigenze o emergenze di rimanere in casa, per uscire tutti più velocemente da questa situazione drammatica: sembra di vivere in un situazione surreale, in cui è difficile anche potare la solidarietà alle persone che soffrono in un momento tanto triste come questo».

Sabato all’ospedale dell’Angelo era morto Esterino Camin, 88 anni, ex costruttore edile altinate. Da circa un paio di anni era ospite della residenza per anziani Anni Azzurri di Quarto d’Altino, dove adesso sono in isolamento fiduciario a casa dal lavoro 16 operatori i cui contatti avuti all’interno della struttura sono a lui riconducibili. —


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