«Una pacifica invasione urbana è un inquilino che si adatta bene»

Mauro Bon (Museo di Storia naturale di Venezia) sollecita a mantenere un ambiente ricco di alberature e siepi per tutelarne la presenza
S.b.

l’intervista

L’area di studio del progetto sullo scoiattolo comprende il territorio costituito dalle zone urbane di Mestre e Marghera, e da tutti i centri abitati di Tessera, Favaro, Campalto, Gazzera, Chirignago, Asseggiano e Malcontenta. Questo unico e continuo tessuto urbano si estende su una superficie di circa 130 chilometri quadrati e include importanti infrastrutture viarie, commerciali e industriali. Una zona dove appunto lo scoiattolo rosso ha trovato terreno fertile per farne la sua “casa”, costruendosi i propri nidi nelle parti più alte degli alberi, ma non per questo arrecando danno alle piante o all’uomo.

«È stata una pacifica invasione della pianura», osserva Mauro Bon, che del Museo di Storia naturale di Venezia è anche il responsabile del Servizio ricerca e divulgazione scientifica. «Cosa bisogna fare per tutelarlo? Di sicuro mantenere un ambiente dell’ecosistema urbano ricco di alberature e siepi, e anche le connessioni ecologiche delle varie zone, quelli che noi chiamiamo corridoi di verde. Lo scoiattolo rosso è un tranquillo inquilino dei nostri boschi, ma vediamo come sia stato in grado anche di adattarsi alle città».

Purtroppo, però, la vita nei centri urbani porta con sé anche dei pericolosi per questa specie. «Infatti», aggiunge Bon, «osserviamo una certa mortalità per investimento lungo le strade, ed è un problema al quale non si riesce a far nulla in questo momento. Poi un potenziale predatore è il gatto, e questo è dimostrato, ma una particolare attenzione dovrà essere rivolta dai Comuni agli interventi di derattizzazione. È probabile che gli scoiattoli riescano a entrare nelle scatole che contengono il veleno per i topi. Lavoreremo per stilare una sorta di carta di tutela dello scoiattolo, segnalando al Comune di Venezia tutte le possibili problematiche. Ultimo problema è quello che riguarda lo scoiattolo grigio americano, più grande di quello rosso e molto diffuso, specie in Gran Bretagna. Purtroppo è stato introdotto sui Colli Euganei, al punto che sta diventando invasiva. Quello grigio è più confidente con l’uomo ma più aggressivo con lo scoiattolo rosso, in competizione per il cibo e portatore di alcune malattie che per il cugino più piccolo sono spesso mortali». —



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