Una donna e gli integralismi per aprire la Mostra del Cinema di Venezia
VENEZIA. Un film fuori concorso in prima mondiale, un thriller politico che porta la firma di una regista indiana già Leone d’oro, apre il 29 agosto in Sala Grande al Lido la 69esima edizione della Mostra del Cinema, la prima della nuova direzione firmata Alberto Barbera.
Tra tante indiscrezioni che iniziano a circolare, un’anticipazione sul programma che arriva direttamente dalla Biennale: il film è “The Reluctant Fundamentalist”; prodotto da Lydia Dean Pilcher e finanziato dal Doha Film Institute, è tratto dal romanzo omonimo di Mohsin Hamid, bestseller internazionale tradotto in 25 lingue. Racconta la storia di un giovane pakistano che lavora a Wall Street, la cui vita viene stravolta a seguito dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Si ritrova così coinvolto in un conflitto tra il suo personale «sogno americano», una crisi internazionale e il richiamo perenne della patria e della sua famiglia. Pubblicato nel 2007, il libro è stato tradotto in Italia per Einaudi.
Il film è interpretato da Riz Ahmed, Kate Hudson, Kiefer Sutherland, Liev Schreiber, Martin Donovan, Om Puri, Shabana Azmi, Haluk Bilginer e Meesha Shafi. Adattato da Bill Wheeler, Mohsin Hamid e Ami Boghani, è stato girato tra Lahore, Delhi, Istanbul, New York e Atlanta. Le musiche includono melodie pachistane vecchie e nuove, con la colonna sonora di Michael Andrews e una nuova originale canzone di Peter Gabriel.
Mira Nair, indiana di origine, ha 57 anni e vive a New York; ha vinto il Leone d’oro a Venezia nel 2001 con “Monsoon Wedding”, e con “The Reluctant Fundamentalist” torna al Lido per la quinta volta, dopo aver partecipato nel 1991 in concorso con “Mississippi Masala”, nel 2002 fuori concorso con l’episodio “India” del film collettivo “11’09’01-September 11”, e nel 2004 in concorso con “La fiera della vanità”.
«La Mostra di Venezia è lieta di ospitare nella serata d’apertura un film che propone numerosi spunti di riflessione» dice il direttore Alberto Barbera «È una scelta che sottolinea il ruolo crescente della creatività femminile in tutti gli ambiti della cultura e della società contemporanea. Mira Nair ha realizzato un’esemplare trasposizione cinematografica di un romanzo che affronta il tema, di grande attualità, dei fondamentalismi di ogni ispirazione e natura. Con sensibilità e notevole senso dello spettacolo, la regista persegue una difficile scelta di campo, ispirata da profonde motivazioni etiche e morali che, pur scegliendo di confrontarsi con la realtà, ne rifiutano i compromessi e le aberrazioni».
Il programma completo della Mostra sarà presentato giovedì 26 luglio a Roma.
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