Una Confindustria più agile grazie al nuovo statuto

Nella riunione che ha preceduto il dibattito con il sottosegretario Andrea Martella, l’assemblea generale di Confindustria Venezia area metropolitana di Venezia e Rovigo, riunita in seduta straordinaria nella sede di Marghera, ha approvato ieri il suo nuovo statuto. È la tappa conclusiva del percorso di aggregazione fra le realtà territoriali di Venezia e di Rovigo, avviato nel 2015. L’associazione disporrà d’ora in avanti di organi di rappresentanza più snelli e meglio aderenti alla realtà delle aziende dei due territori.
Il nuovo statuto prevede infatti un Consiglio di presidenza composto da otto membri e di un consiglio generale composto da 51 membri. Riviste e riorganizzate, 17 saranno invece le sezioni: alimentari, chimici e petroliferi; materie plastiche; materiali per l’edilizia; trasporti e servizi; legno e arredamento; terziario avanzato; turismo e servizi; vetro; calzatura; operazioni portuali; telecomunicazioni e radiotelevisioni; elettrici acquedotti e gas; meccanici; grafici e cartotecnici; tessili, abbigliamento ed accessori; industrie varie.
«La revisione dello statuto adegua l’Associazione all’area vasta nella quale operano le aziende e le eccellenze che rappresentano », ha spiegato il presidente Marinese. «Basti pensare ai quattro distretti, della calzatura, del vetro, della giostra e ittico, che valgono 3,5 miliardi di euro; alle 6 filiere, agroalimentare, cantieristica, aeronautica, aerospaziale, dell’automotive e della chimica verde, che presentano un giro d’affari di 7,2 miliardi di euro; infine, al fatturato annuo dell’Area metropolitana di Venezia e Rovigo che sfiora i 30 miliardi di euro». —
E.P.
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