Un parassita sta uccidendo la storica quercia di Villanova

FOSSALTA DI PORTOGRUARO. La storica quercia di Villanova Vecchia, a Fossalta di Portogruaro, sta per morire per colpa di un parassita, il cerambice, detto anche cerambice della quercia. Potrebbe concludersi, dunque, dopo 800 anni, la storia dell’albero secolare più famoso del territorio. La macchia bianca del tronco, infatti, si sta allargando giorno dopo giorno. A denunciare l’episodio i “Giardinieri BioEtici” che si occupano, in particolare, dell’ambiente naturale e dei parchi. Il gruppo è nato a Brendola e attraverso il proprio blog ha denunciato, anche con materiale fotografico, lo stato della pianta. «Ritrovarsi sotto una grande quercia ha un sapore antico che chi ama profondamente la natura può capire», dicono, «vorremmo riunire attorno a questo patriarca verde gli amanti della natura veneti, per lavorare insieme su un simbolo potente della continuità che dobbiamo ritrovare tra il paesaggio antico e quello moderno».
C’è spazio anche per una punta di amarezza, che rende ancora più ingombrante il senso di impotenza dei “Giardinieri BioEtici”. «Stiamo coinvolgendo molte associazioni nella tutela del superbo esemplare, nell’indifferenza delle autorità comunali».
Oggi sarà il sindaco Natale Sidran a intervenire, anche per capire quale soluzione adottare per la salvaguardia del simbolo più importante, assieme al Cortino di Fratta, del paese. La quercia secolare di Villanova, dal sito florablog, avrebbe più di 500 anni, ma altre fonti parlano di 800. Un documento comunque attesta la sua presenza nel 1586. Ha resistito a decine di guerre. La quercia dovrebbe essere, con i suoi 7,40 metri, la quinta in Italia per circonferenza. La farnia si presenta con un’altezza di quasi 15 metri ed è fortemente inclinata, il possente fusto è completamente cavo e presenta fessure da cui si può osservare l’interno o addirittura entrare. La più grande di queste veniva usata un tempo dai viandanti come porta d’ingresso all’interno della quercia, dove accendevano un piccolo fuoco per scaldarsi. L’interno è infatti bruciacchiato e annerito, ma la pianta è ancora viva.
Rosario Padovano
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