Ultima proroga al gestore del ponte di barche Dal 2020 nuovo appalto

FOSSALTA DI PIAVE. Ponte di barche tra Fossalta e Noventa di Piave, decisa la proroga di un anno ai concessionari. Tecnicamente si tratta di una “assegnazione provvisoria”, per un anno appunto, decisa con delibera e rivolta agli attuali gestori, la famiglia dell’energico Walter Zamuner. La scadenza della concessione ventennale è oggi, 19 dicembre, e il rischio era appunto che in fretta e furia si dovesse pubblicare un nuovo bando entro l’anno con gara europea aperta infine anche ad altri concorrenti.

Zamuner, che con la società di gestione si era rivolto anche a un legale per iniziare a tutelarsi in quanto proprietario dei due punti di attracco del ponte sulle due sponde, avrebbe potuto addirittura issare a riva la struttura galleggiante fino a data da destinarsi, lasciando il territorio senza questo storico passaggio che la sua famiglia gestisce da un secolo.

Il particolare della proprietà privata dei punti di attracco giocava a suo favore in una eventuale causa. Ora i Comuni di Fossalta di Piave, cui la Regione ha affidato il coordinamento, e Noventa di Piave, con i rispettivi sindaci Manrico Finotto e Claudio Marian, gestiranno la delicata fase che porterà comunque alla gara futura prevista dalle normative introdotte dalla direttiva europea Bolkestenin per tutelare la giusta concorrenza sulle concessioni del Demanio. Gara che potrebbe rivoluzionare la futura gestione. Noventa è apparsa più intransigente, al punto che su questa sponda qualcuno avrebbe voluto pensare già a un ponte stabile e non più di barche da realizzare al più presto per risolvere i problemi annosi della viabilità del basso Piave. Più diplomatica Fossalta. La gara europea che aprirà le porte anche ad altri concorrenti italiani e stranieri interessati potrà prevedere diverse innovazioni, quali il pedaggio, che oggi è a 70 centesimi per le auto, i canoni demaniali da versare, molto bassi, ulteriori servizi e facilitazioni ad esempio per i residenti. Ma per tutto questo, e i relativi accordi, ci sarà ora un anno di tempo. —

Giovanni Cagnassi

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