Uccisa e gettata sull'argine

Sotto torchio il convivente, interrogato per ore dai carabinieri
LA VITTIMA. Eufemia Rossi
LA VITTIMA. Eufemia Rossi
 
SAN MICHELE.
Uccisa a bastonate e poi abbandonata lungo il canale Cavrato a Cesarolo. Eufemia Rossi, 56 anni, nativa di San Michele e titolare del bar dell'Ospedale di Latisana. Del suo assassinio è sospettato Gianni Lirussi, 65 anni, originario di Pozzuolo del Friuli, suo convivente e assicuratore. Era stato lui, venerdì sera, a denunciare ai carabinieri la scomparsa della donna. Le indagini, coordinate dal pm veneziano Massimo Michelozzi, sono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Mestre.  A scoprire il cadavere ieri mattina, verso le 8.30, una donna che transitava in bicicletta lungo via Conciliazione. Una stradina che corre lungo il canale Cavrato e che si imbocca da via San Filippo. È un stradina conosciuta soprattutto da chi abita in zona e da chi va a pescare nel canale. La donna in bicicletta si è trovata davanti il cadavere. Del corpo, adagiato bocconi sul cemento dell'argine, si vedevano solo un braccio e un piede. Il resto era coperto da un cartone. Mentre sul lato dove si intuiva esserci la testa si allargava una macchia scura. La ciclista si è fermata, ha attirato l'attenzione di due pescatori uno dei quali ha chiamato carabinieri e 118. Quando i soccoritori arrivano e scendono dall'argine capiscono subito che quella donna riversa sul cemento è morta. Indossa pantaloni neri, maglione grigio e una camicia. Sulla testa i segni di colpi inferti con un oggetto. Il volto è segnato da una tumefazione ad un occhio. Quella grande macchia scura che si scorgeva dall'argine altro non è che sangue uscito dalla testa fracassata e che ha intriso anche il cartone che copriva il cadavere e che l'assassino ha utilizzato per trasportare la vittima sul posto dove l'ha abbandonata. E che testimonia anche il fatto che la donna è stata uccisa non lontano da dove poi è stato scoperto il corpo. Sul posto i carabinieri di Portogruaro e successivamente quelli del nucleo investigativo di Mestre del maggiore Luca Pettinato e del capitano Enrico Risottino. A Cesarolo arriva anche il pm Massimo Michelozzi. Poco lontano dal cadavere viene trovato un portafogli con i documenti di Eufemia Rossi. La stessa di cui Gianni Lirussi aveva denunciato la scomparsa, la sera prima intorno alle 23, ai carabinieri di Latisana. Donna molto conosciuta a Latisana dove gestisce il bar dell'ospedale. Iniziano le indagini che puntano subito sul convivente. Su Gianni Lirussi che già in passato la donna aveva denunciato perché l'aveva picchiata, come testimonia il certificato dei medici del pronto soccorso di Latisana dove si era presentata, due mesi fa, per farsi medicare. Aveva poi ritirato la denuncia. L'uomo, portato in caserma a Portogruaro, viene «torchiato» per ore. Fornisce un alibi per la verifica del quale gli investigatori sono stati impegnati per tutta la notte. Numerosi i testimoni sentiti. L'auto della donna, una «Ypsilon» color bluette, viene trovata parcheggiata vicino al cimitero di San Michele dove aveva detto, alle colleghe, si sarebbe recata nel pomeriggio, che si era presa per far visita ai parenti defunti. Nella notte diverse altre perquisizioni e accertamenti tecnici su auto e abitazioni.  

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