Ubriaco alla guida ma graziato dai tempi biblici della giustizia

Un automobilista ottiene nuovamente la patente: la Prefettura ha agito oltre i termini, il Giudice di pace annulla il provvedimento

Alessandro Abbadir
Un controllo con l'etilometro
Un controllo con l'etilometro

Sei mesi di attesa prima di ricevere la notifica ufficiale del provvedimento di sospensione della patente. Un tempo giudicato inaccettabile, che ha spinto il Giudice di Pace di Dolo ad annullare il provvedimento prefettizio, disponendo l’immediata restituzione del documento e del veicolo a un automobilista dolese.

La sentenza, depositata solo ora a causa dei noti ritardi che affliggono gli uffici giudiziari del Giudice di Pace di Dolo, promette di fare scuola nell’ambito del diritto della circolazione stradale. La vicenda prende il via la sera del 23 dicembre 2021 a Dolo. Durante un normale controllo su strada, un automobilista viene fermato dai carabinieri della Tenenza locale e sottoposto all’accertamento con etilometro. L’apparecchio misura un tasso alcolico pari a 1, 78 g/l, facendo scattare la contestazione della violazione del Codice della Strada per guida in stato di ebbrezza. Sul posto i militari procedono all’immediato ritiro della patente di guida e al sequestro del veicolo. Da quel momento, però, l’iter amministrativo si arena nelle maglie della burocrazia.

La patente viene provvisoriamente restituita all’automobilista a maggio del 2022, a seguito di un primo ricorso dei legali dell’uomo per la mancata emissione del provvedimento nei termini. L’atto formale di sospensione da parte della Prefettura viene infatti notificato ai legali dell’uomo solo a giugno del 2022: ben sei mesi dopo il controllo stradale, e solo dopo numerosi solleciti via Pec. Il provvedimento disponeva la sospensione della patente per un anno. A quel punto i difensori dell’automobilista, gli avvocati Marco Cristian Cassandro e Alessandra Nalon – Cassazionisti della Riviera con studi a Dolo e Padova, hanno scelto di opporsi, proponendo ricorso al Giudice di Pace.

La tesi difensiva punta sulla tardività della notifica della Prefettura, che ha lasciato il cittadino in balia di tempistiche irragionevoli, ledendo il suo diritto alla difesa. Una linea che ha convinto pienamente il Giudice di Pace di Dolo, la dottoressa Michela Girardi. Nella sentenza, il magistrato ha affermato che un tempo di sei mesi per la notifica del provvedimento «non può essere considerato ragionevole rispetto all’accertamento della violazione».

 

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