Traffico internazionale di cocaina, sedici arresti

Quaranta perquisizioni. Sequestrati beni per un milione di euro intestati a una società con sede nel centro storico a Venezia. Coinvolti ex della Mala del Brenta

VENEZIA. Un gruppo criminale dedito al traffico internazionale di cocaina è stato sgominato dai carabinieri di Venezia, che hanno eseguito sedici arresti e compiuto di quarantina di perquisizioni, in varie province del nord Italia. L'operazione ha visto l'impiego di oltre 200 carabinieri, di 50 automezzi, di un elicottero e di unità cinofile.

Sono stati posti sotto sequestro beni per un valore di circa un milione di euro, intestati principalmente ad una società con sede nel centro storico lagunare. L'indagine, avviata nel 2013 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia, ha permesso di focalizzare l'attenzione su un sodalizio al cui interno c'erano anche persone un tempo legate all'ex mala del Brenta.

A caccia di cocaina di notte con i carabinieri

Utilizzando diversi mezzi di trasporto e vari canali di importazione, il gruppo secondo quanto emerso dalle indagini era in grado di gestire il trasporto e poi la distribuzione nel nord Italia di ingenti quantitativi di stupefacente. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati decine di chili di cocaina.

Il perno dell'operazione è stato Massimo Dabalà, già conosciuto alle forze dell'ordine. Aveva attivato una rete di acquisto di ingenti quantitativi di cocaina in Sud America e in Asia, passando per la Spagna e l'Ucraina, da distribuire agli spacciatori nel Nord Italia il sodalizio criminale sgominato dai carabinieri di Venezia. Sedici le persone arrestate stamani, al termine di una operazione che ha interessato in particolare il veneziano ma anche altre province, da Pavia a Verona. A capo della presunta banda, secondo quanto emerso dalle indagini avviate nel 2013 e che hanno portato in questi mesi ad altri arresti e al sequestro di partite di cocaina - 11 kg al valico di Trieste -, due veneziani, Massimo Dabala' e Mariano Bonato. Tra gli indagati, alcuni erano vicini all'ex mala del Brenta. A Dabala', secondo gli investigatori, farebbe riferimento anche una societa' con sede in laguna a cui sarebbero intestati immobili, auto e imbarcazioni poste sotto sequestro preventivo.

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