Tracce dell’antico ospizio Orseolo sotto il Campanile

Quasi allo scadere dei lavori, l’area di cantiere per il consolidamento statico del campanile di San Marco riserva nuove sorprese: ieri, infatti, sono stati trovati resti di una antica pavimentazione con mattoni a spina di pesce e parti di muri, forse dell'antico ospizio Orseolo risalente a prima del Mille.
Un viaggio indietro nel tempo della storia di Piazza San Marco quello che ha riservato, negli anni, il cantiere. Nel corso degli scavi sono, infatti, già venuti alla luce, tra le altre cose, una sponda del rio che nel XII secolo attraversava la piazza tagliandola a metà e tracce di tre antiche pavimentazioni , a cui probabilmente appartengono parte dei reperti odierni che saranno sottoposti a esame. In basso, c'è la riva in pietra dell'antico Rio del Batario che tagliava in due la Piazza, interrato dal doge Sebastiano Zorzi nel 1172, per accogliere con una piazza più maestosa il «summit» con papa Alessandro e l'Imperatore Federico Barbarossa. Poco sopra, l'allora pavimentazione fatta di terra compressa con pezzi di pietra. Quindi, il laterizio del '3-'400: posato verticalmente o a spina di pesce, rendendo la Piazza rossa come nei quadri del Bellini. Quindi, la trachite che apparve nel Settecento (le pietre di allora sono ancor oggi al Molo) e, infine, le lastre di fine ottocento, oggi tra tombini sbeccati e masegni ballerini.
L'opera di consolidamento delle fondamenta del campanile, con un costo complessivo di circa 8 milioni di euro e l'utilizzo di barre in titanio e dovrebbe concludersi tra un paio di mesi: intervento del Consorzio Venezia Nuova per conto del Magistrato alle Acque, in stretta collaborazione con la Procuratoria di San Marco e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. (r.d.r.)
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