Top trenta dei musei statali, solo due quelli veneziani

VENEZIA. Sono solo due i musei veneziani che compaiono nella classifica dei “top 30” tra le raccolte statali italiane nel 2019, resa nota ieri dal Ministero dei Beni Culturali.
Al vertice c’è il Parco Archeologico del Colosseo, con oltre 7,5 milioni di visitatori, seguito dalla Galleria degli Uffizi (circa 4,4 milioni), il Parco Archeologico di Pompei (circa 4 milioni) la Galleria dell’Accademia di Firenze (circa 1,7 milioni) e Castel Sant’Angelo (1,2 milioni di visitatori circa).
Per trovare in classifica i musei statali veneziani bisogna però scendere molto più giù. Il primo, al ventunesimo posto, è il Museo Archeologico - inserito anche nel circuito museale marciano con Museo Correr, Palazzo Reale e Biblioteca Marciana - con circa 316 mila visitatori, in flessione comunque di circa ventimila presenze rispetto all’anno precedente.
Bisogna scendere poi al venticinquesimo posto per trovare le Gallerie dell’Accademia - con gli Uffizi la più importante pinacoteca d’arte antica italiana, anche se quella di Brera a Milano la precede di molte posizioni in classifica - con circa 305 mila presenze, in aumento di circa 17 mila rispetto al 2018.
Le Gallerie dell’Accademia scontano probabilmente anche - rispetto a un risultato anche più positivo in termini di visitatori - il fatto che all’interno del museo sono in corso i lavori di restauro e ristrutturazione della parte storica, con la chiusura a turnazione di alcune sale.
In realtà ci sarebbe un museo veneziano di proprietà dello Stato, che con i suoi 1,4 milioni circa di visitatori registrati nel 2018 si collocherebbe al quinto posto nella classifica nazionale, precedendo Castel Sant’Angelo.
È Palazzo Ducale che apparterrebbe appunto allo Stato, ma a in base a una convenzione ormai di vecchia data, è affidato per la gestione al Comune e per esso alla Fondazione Musei Civici. Per questo la classifica del Ministero dei Beni Culturali non lo considera evidentemente tra quelli statali. Si collocherebbe poi addirittura al secondo posto assoluto in classidica, con i suoi 5,5 milioni circa di visitatori registratisi nel 2018 la Basilica di San Marco, che non viene però anch’essa conteggiata dal Ministero dei Beni Culturali, sia perché fa parte del patrimonio ecclesiastico e non di quello statale, sia perché per accedervi non si paga alcun biglietto, anche se poi molti turisti lo “staccano” per accedere al Museo del Tesoro marciano, alla Pala d’Oro o allo stesso Campanile di San Marco, per cui la visita è invece a pagamento.
La Procuratoria di San Marco sta comunque concludendo lin questi mesi e sue procedure avviate da tempo per l’istituzione del biglietto d’ingresso obbligatorio in Basilica, che resterà comunque gratuito a meno che non si decida di prenotare la visita per “saltare” la tradizionale coda all’ingresso e in questo caso è previsto il costo del diritto di prenotazione. Un biglietto obbligatorio che verrà introdotto anche per consentire un migliore controllo dei flussi dei visitatori e per migliorare anche gli aspetti legati alla sicurezza, rispetto a chi viene a visitare la Basilica. —
E.T.
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