Terzo ponte, strappo Forcolin - Zaccariotto
Dure accuse da Musile a San Donà: «Una lottizzazione sospetta per l'ex jutificio»

Francesca Zaccariotto e Gianluca Forcolin La loro amicizia sembra essersi trasformata in una guerra per il terzo ponte sul Piave
MUSILE.
Sul terzo ponte si brucia l'amicizia tra Gianluca Forcolin e Francesca Zaccariotto. I due sindaci leghisti - uno deputato, l'altra presidente provinciale - rischiano anzi di entrare in rotta di collisione. Tutto per una lottizzazione sospetta, il piano dell'ex jutificio di San Donà.
Una lottizzazione votata dal Comune della Zaccariotto e che secondo Forcolin avrebbe contribuito a fare affondare il terzo ponte prima ancora di vararne il progetto. Quindi ora Musile pretende un'assemblea pubblica con tutti i sindaci del Basso Piave per guardarsi in faccia e dire tutta la verità sul terzo ponte sul Piave. Sindaco e vice sindaco di Musile puntano ora il dito contro Francesca Zaccariotto ed il suo tiepido interesse per il terzo ponte, ormai declassato nei programmi della sua amministrazione dopo una sospetta lottizzazione nell'area ex jutificio di San Donà. «Non riusciamo a capire - sostengono il sindaco Gianluca Forcolin ed il vice sindaco Iva Saccilotto - perché la Zaccariotto dichiari che il terzo ponte non è più una priorità e poco dopo venga approvata una lottizzazione da 45 mila metri cubi all'ex jutificio di San Donà». I due amministratori di Musile adombrano sospetti su chi costruirà in quell'area. All'imprenditore o la società che farà investimenti nella lottizzazione non piacerà troppo avere un ponte che passa proprio lì, con migliaia di veicoli che vi transitano tutti i giorni. Una versione totalmente diversa da quella di chi sosteneva che il terzo ponte potesse essere funzionale a quella lottizzazione. Ma a Musile vedono lontano. Ecco perché chiedono in questa fase un confronto pubblico tra primi cittadini per capire quali siano i reali interessi a realizzare o non realizzare il terzo ponte. L'onorevole Forcolin si dice attento allo sviluppo del territorio e non teme confronti quando non è d'accordo con le posizioni di altri amministratori, anche del suo stesso partito. Ivan Saccilotto poi era stato il primo a proporre che per il terzo ponte fosse sfruttata la struttura di quello autostradale che sarà dismesso e che oggi Noventa sta rilanciando. «L'importante - precisa Saccilotto - è non gettare i soldi, visto che ci sono gli oneri messi da parte dagli imprenditori, oltre 3 milioni di euro per il terzo ponte che non si sa che fine abbiano fatto, senza contare quelli spesi per la progettazione, 200 mila euro, quando esistono altre soluzioni».
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