Terza corsia dell’A4, cantiere a rilento per colpa dei continui furti

La denuncia della società di gestione «Autovie Venete»: finora rubato materiale per quasi 400 mila euro tra batterie, gruppi elettrogeni, gasolio e persino due escavatori

VENEZIA. C’è un intoppo imprevisto e inquietante sul proseguimento dei lavori della terza corsia Venezia-Trieste dell’autostrada A4: i continui furti di materiali, gasolio e mezzi di trasporto delle aziende, che stanno quasi paralizzando quest’opera strategica per il Nordest. In un solo cantiere, quello di Noventa di Piave, si contano danni per quasi 400 mila euro; qui sono stati rubati, oltre a batterie, gruppi elettrogeni, gasolio e benne, anche due escavatori. A questi, vanno ad aggiungersi un’altra serie di furti, sempre di gasolio, attrezzi di vario tipo e saldatrici, ma anche mezzi di trasporto che dall’inizio dei lavori del primo lotto della terza corsia della A4, nel tratto Quarto D’Altino San Donà di Piave stanno interessando i cantieri, per un totale di oltre 40 denunce.

Il punto della preoccupante escalation di criminalità è stato fatto in una conferenza stampa promossa dalla società di gestione «Autovie Venete», cui sono intervenuti anche i responsabili di Impregilo, impresa capofila della cordata che lavora sul primo lotto, e il comandante della Polstrada del Veneto, Massimo Piampiani. Il problema maggiore, è stato detto, è che assieme al danno di tipo economico si aggiunge quello derivante dal «fermo tecnico» degli interventi, che rallenta il procedere dei lavori. Senza dimenticare poi la questione della sicurezza: i continui furti di lampade e batterie sottratte ai carrelli mobili che segnalano i cantieri in autostrada, rappresentano un rischio per la circolazione.

Il fenomeno dei furti negli ultimi mesi «si è acuito notevolmente - ha detto l’ing. Giorgio Desideri, project manager di Impregilo - e ci preoccupa notevolmente. Dopo gli ultimi episodi, la guardiania è stata rafforzata e abbiamo anche cercato di riorganizzare la distribuzione dei mezzi, ma si tratta di misure che possono ben poco quando l’area di cantiere è così vasta: quasi 20 chilometri di lunghezza, che diventano 40 in realtà se calcoliamo le due direttrici di marcia». Una spiegazione dell’incremento dei furti l’ha ipotizzata il comandante della Polstrada, Massimo Piampiani: «ci troviamo sulla direttrice di movimento est-ovest, a pochi chilometri dal confine, in una posizione strategica, quindi. Le indagini - ha aggiunto - sono orientate in tutte le direzioni e per ora possiamo solo ipotizzare che si tratti di furti su commissione».

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia