Tecnologia, card e sicurezza nei 10 milioni per il turismo

Dieci milioni di euro, come prima tranche, per la gestione del turismo. Il Patto per Venezia abbraccia anche la questione scottante dei milioni di visitatori che, da principale risorsa della città, rischiano di diventare la sua sventura.
«L’accordo è un segnale molto chiaro e importante perchè riconosce la caratteristica peculiare dell’essere una città d’acqua, che quindi vive in un ambito circoscritto al contrario di altre realtà che possono espandersi» dice l’assessore al Turismo Paola Mar «La possibilità di avere somme da investire ci consentirà di dare attuazione alla proposta più idonea, sostenibile tanto amministrativamente quanto economicamente, che sceglieremo una volta analizzati i progetti arrivati alle commissioni congiunte che si occupano dell’argomento».
Sperimentazione. Al momento, alle quattro commissioni deputate ad affrontare il nodo turismo legato soprattutto ai flussi, sono arrivati circa venti progetti che, già da gennaio, che verranno passati al vaglio dal gruppo di lavoro già a partire da gennaio per valutarne fattibilità, costi e benefici. Il testo del Patto parla specificatamente di «sistemi sperimentali di gestione del turismo a Venezia» dove, in quel «sperimentale», c’è tutta la nebulosa che grava su dove e come mettere i 28 milioni di visitatori che ogni anno arrivano in laguna. «C'è la necessità di coordinare con tutti i mezzi di un sistema complesso per coordinare accessi, tecnologia e sicurezza» dice ancora l’assessore Mar. Cosa significherà monitorare le masse di visitatori con sistemi software, telecamere e investimenti tecnologici ancora non è dato di sapere ma la presidente della Commissione Cultura, Giorgia Pea, ha già qualche idea.
Prima tranche. «L’arrivo di questo finanziamento è una notizia fantastica perchè, con questo atto, Renzi ha sancito l’unicità di Venezia, sottolineando come meriti attenzione, cura e sensibilità» spiega Giorgia Pea «Il Patto inoltre parla di prima tranche, sottendendo il fatto che, se i soldi saranno ben spesi, ce ne potrebbero essere altre. È evidente che sarà necessario puntare sull'innovazione, sulla possibilità di sfruttare modi nuovi e diversi per affrontare un problema che è sfociato in una congestione ormai difficile da sopportare».
Controllo all’origine. Nel ventaglio di possibilità c’è quella di coordinare le possibilità di accesso alla città anche e soprattutto con un politica di incoming soprattutto nei Paesi orientali. «Non è pensabile di risolvere il problema dei turisti quando sono ormai arrivati a Piazzale Roma» dice ancora «bisogna andare a monte del problema e creare un dialogo con gli altri paesi d’Europa e con l’Oriente, con i tour operator, con le agenzie che mandano i turisti, proprio per affrontare il problema all’origine».
Il finanziamento servirà anche per operare su investimenti tecnologici ingenti di cui un assaggio potrebbe già esserci a Carnevale. «Penso a una banca dati, una card, una sorta di carta ospiti per mettere insieme un sistema agile» dice ancora Giorgia Pea «ragionando anche in termini di tutela della residenzialità e della necessità di rendere tollerabile il turismo per gli abitanti».
Palazzo Ducale. Insieme ai dieci milioni sul turismo, quasi a corollario, arrivano anche otto milioni per la «riqualificazione funzionale» di Palazzo Ducale, usurato, afflitto e calpestato ogni anno da più di un milione e mezzo di visitatori. I finanziamento dovrebbe risollevare le sorti delle parti lapidee e completare il sistema anticnedio. «E’ impensabile che si cammini al Ducale in tacchi a spillo - dice ancora Giorgia Pea, che pure è un’intenditrice - meglio immaginare qualcosa tipo babbucce e salvare i pavimenti».
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