Teatro, debito dimezzato «Una gestione oculata»

MIRANO. D’ora in poi chiamatelo Nuovo Teatro di Mirano. Avrebbero potuto almeno cambiare quel nome un po’ troppo impersonale con cui è stato battezzato sette anni fa. Ma, almeno adesso, quello che alcuni considerano il gioiellino culturale della città, altri semplicemente un buco che drena risorse, intravvede la fine del tunnel. Ieri la presentazione della nuova stagione teatrale è servita anche a fare il punto sul rilancio della struttura, dopo lo scioglimento della società Miranoteatro. Adesso “la Vela” è nelle mani del Comune e non, senza un filo d’orgoglio, il sindaco Maria Rosa Pavanello ha aperto i libri contabili della struttura che dal 2006 a oggi ha fatto parlare quasi solo per i debiti. «Già il 27 giugno abbiamo abbassato il mutuo originario a un milione e mezzo di euro», spiega il sindaco, «martedì, nella prossima seduta del Consiglio, porteremo anche l’abbassamento dell’altro finanziamento da 678 mila euro a 250 mila». Non manca di togliersi qualche sassolino dalla scarpa Pavanello, quando snocciola i risultati degli ultimi mesi di lavoro per rimettere a posto conti dissennati e fatture da pagare, che sembravano dover portare perfino a staccare le utenze. Il sindaco scorre la liste delle cose fatte: «Pagati tutti i fornitori, arretrati compresi, dimezzato il mutuo e sistemate le pendenze: dovevamo fare in modo che le banche non ci aggredissero e ci siamo riusciti». Ora il Teatro di Mirano sembra navigare in acque meno agitate (ma non ancora tranquille), anche se adesso i cittadini dovranno fare la loro parte, frequentando la struttura. Il Comune ha fatto il possibile, affiancando alla tradizionale stagione di prosa anche il teatro domenicale per famiglie e un ciclo di spettacoli riservati alle scuole. Per quanto riguarda il bilancio il traguardo è aver quasi dimezzato i costi: «Portiamo in Consiglio un indebitamento di un milione e 900 mila euro», spiega Pavanello, «quando originariamente, nel 2006, il mutuo da pagare era di quattro milioni e mezzo e, a dicembre 2012, ancora di tre milioni e 600 mila: dalle precedenti amministrazioni non è stato pagato nulla o quasi. In un anno abbiamo dimezzato il debito ereditato e, solamente con avanzi di amministrazione, cosa per cui siamo stati anche criticati. Nel 2014 abbasseremo ancora il livello di indebitamento». Ora il Teatro di Mirano è a tutti gli effetti comunale, anche se il Comune non può gestirlo da solo. «La legge richiede figure professionali adeguate che il Comune non ha», conclude Pavanello, «e non può assumere. Dovremo avvalerci di associazioni con professionalità e strutture in grado di ottemperare a questi obblighi».
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