«Sul Mose non c’è conflitto di interesse»
Guerra tra società per l’appalto della manutenzione del Mose. Da due anni Cimolai e Fincantieri si fronteggiano anche nei tribunali amministrativi per partecipare alla gara da 18 milioni di euro bandita dal Provveditorato alle Opere pubbliche e dal Consorzio Venezia Nuova, per affrontare il delicato tema della manutenzione delle paratoie del Mose a Treporti. Si tratta non soltanto di provvedere ai danni sulle vernici e al degrado dei materiali, ma anche di risolvere il problema dell’accumulo della sabbia che si deposita tra i cassoni e le paratoie. Inconveniente che si è verificato anche nel luglio scorso, nel giorno dell’inaugurazione del Mose alla presenza dell’allora premier Giuseppe Conte e di mezzo governo.
Cimolai, l’azienda di Pordenone che ha costruito le prime 23 paratoie del Mose – le altre sono state affidate alla croata Brodosplit – aveva ottenuto l’incarico lo scorso anno, dopo l’esclusione di Fincantieri per la mancanza di requisiti. Ricorso al Tar della grande azienda di Stato che costruisce le navi a Marghera. I giudici amministrativi l’avevano riammessa, ordinando di affidarle i lavori. Ma il ricorso al Consiglio di Stato presentato dalla stessa Cimolai ha dato in questi giorni esito opposto. Così adesso dovranno essere ammesse entrambe. Tempi lunghi, veleni e polemiche.
Qualcuno solleva il presunto “conflitto di interessi” del commissario liquidatore del Consorzio, il commercialista Massimo Miani. Che lavora nello stesso studio di Stefano Burighel, il commercialista della Sirai, azienda di proprietà del presidente di Confindustria Vincenzo Marinese, che fa parte dell’Ati Fincantieri insieme alla Berengo, alla ditta Fagioli (quella che ha costruito la “Cavalletta” per il trasporto delle paratoie) e Nautilus.
«Possiedo solo l’1 per cento di Sirai, sono cose che non stanno né in cielo né in terra» si sfoga Marinese, «qualcuno ci vuol mettere in cattiva luce. Invece ci auguriamo che adesso la commissione giudicatrice applichi davvero valutazioni tecniche oggettive. Chiediamo soltanto questo».
Non esiste alcun conflitto di interessi, dice il presidente degli Industriali veneziani: «Cerchiamo invece di risolvere questa cosa che ha provocato un grave danno al territorio facendoci perdere due anni».
Nega l’ipotesi di un conflitto anche il liquidatore Miani. «Le gare le fa il Provveditorato alle opere pubbliche, non il Consorzio» ripete. E ha inviato in questi giorni un sollecito per ridurre i tempi dell’altra gara, quella per eliminare la corrosione scoperta nelle cerniere del Mose. 34 milioni e anche qui nulla di fatto. —
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