Schlein a Venezia attacca Brugnaro: «Serve cambiamento, Martella è la persona giusta»
Elly Schlein davanti a 500 persone in campo Santa Margherita lancia la volata di Martella in vista delle comunali in programma a maggio. Sul referendum: «La separazione è già prevista dalla riforma Cartabia»

«Venezia è una città che di conflitti d’interesse qualcosa ne sa. Ora c’è grande voglia di cambiamento. E Andrea Martella è la persona giusta».
La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiuso il suo intervento davanti ad oltre cinquecento persone in campo Santa Margherita lanciando la volta al candidato sindaco Andrea Martella in vista delle prossime elezioni comunali e scagliando una bordata all’indirizzo dell’attuale primo cittadino, Luigi Brugnaro. Schlein dal palco ha anche promesso che ritornerà in città in vista delle prossime amministrative in programma a maggio.
Mezz’ora di intervento a braccio, scandito dagli applausi della folla e chiuso sulle note di Streets of Minneapolis di Bruce Springsteen, un inno contro i soprusi compiuti dalle forze speciali dell’Ice negli Usa e contro le politiche migratorie di Donald Trump.
Dal palco, dopo gli interventi della segretaria Monica Sambo e del segretario Matteo Bellomo, oltre che di Maria Cristina Paoletti, la segretaria dem ha iniziato il suo intervento con un applauso dedicato ai 37 lavoratori di Marghera prossimi ad essere lasciati a casa dalla Invest Cloud Italy: «Non si trattano così i lavoratori».
Dal palco, Schlein ha poi ribadito il no alla «guerra illegale di Trump e Netanyhau e no all’uso delle basi italiane per attacchi al di fuori del diritto internazionale». Il cuore del suo intervento si è poi concentrato sul no al referendum costituzionale, definito un «voto sulla qualità della nostra democrazia».
Schlein ha smontato punto per punto il disegno di riforma deciso dal governo Meloni, puntando il dito contro la vera posta in palio dell’indebolimento del Consiglio Superiore della Magistratura più che sulla separazione delle carriere.
«La separazione è già prevista dalla riforma Cartabia, che impone un solo cambio nel corso della carriera tra giudici e pm», ha attaccato la segretaria, «questa riforma non inciderà assolutamente sulla qualità della giustizia, sulla stabilizzazione dei 12 mila precari, sul sovraffollamento delle carceri». Duro attacco anche contro le recenti uscite di rappresentanti del governo, a partire dalla capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi.
«Questo governo pensa di poter decidere chi può e chi non può fare il giudice. L’indipendenza della magistratura è in primo luogo una tutela per i cittadini. Questa riforma è solo l’ultimo tassello di una cornice più ampia nella quale, con la riforma elettorale e il premierato proposto dal governo, si punta ad un accentramento dei poteri». —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








