Stra piange Laura aveva vinto il cancro si è arresa al virus

Aveva 42 anni e gestiva con la sorella “Ego Parrucchieri” a Vigonza ma viveva nel Veneziano con marito e figlio 

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La “guerriera” ha ceduto le armi, lascia il suo motto come preziosa eredità: “Avanti tutta”. Laura Segalina aveva 42 anni e una forza incredibile. Per ben due volte aveva vinto la sua battaglia contro il cancro. Ma il male si era ripresentato e forse ce l’avrebbe fatta anche stavolta.

Ma purtroppo nulla ha potuto contro il contagio da Covid 19. Laura è spirata martedì sera all’ospedale di Padova. Il lutto colpisce Vigonza, dove Laura da 17 anni gestiva con la sorella Giovanna e il socio Stefano il salone “Ego Parrucchieri”, che ultimamente si è ampliata con l’apertura di un’accademia dell’acconciatura in collaborazione con un’accademia tedesca di Dresda. Ma colpisce anche Stra, dove Laura viveva con il marito Davide e il figlioletto, e dove vivono anche la sorella Giovanna e i genitori, Graziella e Valerio.

«Il 23 marzo mia sorella era stata ricoverata allo Iov, accusava forti mal di testa, il tumore si era ripresentato», racconta Giovanna, «il tampone all’ingresso era negativo e aveva cominciato una terapia. Ma dieci giorni dopo è stata trovata positiva al coronavirus e non si è potuto continuare con la cura. Non voglio e non mi interessa fare polemiche: ho letto che lo Iov si è scusato, ma non si poteva sapere del focolaio. Tra l’altro Laura era in una stanza singola. Io so solo che dal momento in cui l’hanno portata al reparto Covid, all’ottavo piano dell’Ospedale civile, e poi agli Infettivi, mia sorella ha trovato persone meravigliose che le hanno fatto vivere dei giorni sereni. L’hanno coccolata e massaggiata, la preparavano, le tenevano compagnia. Le hanno portato la brioche e la Coca Cola. Mi chiamavano con il suo telefonino e quando non ce la faceva più a rispondere, le facevano partire il collegamento. Li ringrazio anche perché hanno permesso a me e al marito di poterle stare vicino in tutta sicurezza».

I familiari sono consapevoli che Laura aveva una situazione critica. «Diciamo che il Covid ce l’ha portata via prima, non ci ha dato il tempo di renderci conto», aggiunge Giovanna, «noi l’abbiamo sempre vista che entrava in ospedale ma poi tornava a casa. Faceva la chemio, la radio e veniva in negozio, non un giorno di malattia. Questi ultimi anni li ha vissuti intensamente, non ha mai mollato. Il suo motto era “Avanti tutta” e ha lottato fino in fondo». Il calvario di Laura era cominciato cinque anni fa. Ha affrontato diversi interventi e ultimamente per due volte la cementificazione delle ossa uscendone sempre vincitrice. Tre giorni prima del ricovero le avevano consegnato l’esito della Tac dove si affermava che la cura alle ossa aveva fatto effetto. Neanche il tempo di gioire». «Laura è sempre stata una persona di quelle che ti stravolgono la vita, sempre in movimento», è il ricordo struggente di Giovanna, «quando arrivava lei la pace era finita. Adesso senti il vuoto, il silenzio, lei odiava il silenzio».

Sono centinaia i messaggi di cordoglio che la famiglia sta ricevendo in queste ore. Domenica mattina l’ultimo saluto al cimitero di Stra. —

Giusy Andreoli

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