Condannato per le molestie in casa, torna a litigare con i genitori

Trentenne in cella. Ordine di carcerazione anche per un uomo di Cavarzere:

a Ferrara aveva reso un inferno la vita dei familiari per otto lunghi anni

Matilde Bicciato
Violenza in famiglia, due ordini di carcerazione dei carabinieri
Violenza in famiglia, due ordini di carcerazione dei carabinieri

Aveva infastidito, picchiato e insultato i genitori per un anno intero, dal 2021 al 2022, con un ordine di carcerazione pendente a suo nome. Recidivo, nella violenza contro madre e padre però ci è ricaduto però un’ultima volta, proprio negli ultimi giorni del 2025.

Una lite che non è passata inosservata e per cui nella sua casa di Stra si sono presentati ancora i carabinieri che, identificando il trentatreenne violento, si sono resi conto che nel suo storico l’uomo aveva una condanna al carcere. Alla fine gli hanno messo le manette e l’hanno portato nella casa di reclusione di Santa Maria Maggiore di Venezia.

È questo uno dei due ordini di carcerazione messi a segno dai carabinieri nel primo giorno dell’anno nei confronti di due uomini, violenti, accusati entrambi di maltrattamenti nelle loro rispettive famiglie.

Rintracciato dai carabinieri di Camponogara, la vicenda di Stra ha come protagonista un 33enne di origine straniera, formalmente senza fissa dimora, riconosciuto come colpevole di maltrattamenti in famiglia, commessi a Stra, tra il 2021 e il 2022.

Sono stati i genitori, poco prima del primo gennaio del 2026, a chiamare i militari, denunciando l’ultima ed ennesima lite.

Madre e padre, disperati, hanno allertato le forze dell’ordine spiegando che l’uomo aveva ripreso ad essere violento.

Un volta identificato, il figlio è stato arrestato, con i carabinieri che nel frattempo avevano anche scoperto come a suo carico ci fosse l’ordine di carcerazione da scontare proprio per passate violenze contro i genitori, denunciate la prima volta nel 2021 e durate un anno.

Recidivo, per lui si sono aperte le porte del carcere di Venezia, con una condanna di due anni e tre mesi. Nello stesso carcere ci è finito anche un cinquantenne di Cavarzere.

Nel suo curriculum l’uomo aveva otto anni di violenze, con accuse di “maltrattamenti in famiglia” e “lesioni aggravate” che riguardavano l’arco temporale dal 2014 al 2022 e si situavano a Ferrava, dove il soggetto probabilmente aveva vissuto in passato, pur rimanendo formalmente residente nel Veneziano.

Una lunga scia di episodi criminali a cadenza pressoché quotidiana che alla fine l’hanno portato in carcere, dove dovrà scontare una pena di tre anni e otto mesi.

Denunce di episodi di maltrattamenti che - secondo la lettura dei centri antiviolenza - aumentano subito dopo i periodi di vacanza. Se durante le feste le vittime sono spesso costrette a rimanere a casa con i loro aggressori, rimandando la denuncia, dopo le festività invece risulta più facile smascherare tutta la violenza subita, chiedendo aiuto alle forze dell’ordine.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia