Stop all’accordo con Est Capital

Delibera pronta, ma ieri in giunta il colpo di scena. Orsoni annulla l’intesa: «Deciderà il giudice»
Di Alberto Vitucci
Interpress/Tagliapietra Venezia 04.03.2013.- Incontro del sindaco Orsoni con i comitati per il Lido di Venezia.
Interpress/Tagliapietra Venezia 04.03.2013.- Incontro del sindaco Orsoni con i comitati per il Lido di Venezia.

Niente accordo con Est Capital. L’operazione Lido torna al capolinea. E il sindaco Giorgiio Orsoni ha cambiato idea. Ieri mattina ha convocato a Mestre la giunta che doveva approvare la delibera. Ma dopo pochi minuti di dibattito la delibera è stata ritirata. «Motivi tecnici e opportunità politica», spiega Orsoni. La sorpresa è grande, perché la sera precedente gli uffici comunali e l’Avvocatura civica avevano lavorato fino a tarda ora per mettere a punto il provvedimento. Ma la protesta dei comitati e quella della maggioranza, ma forse anche la situazione completamente cambiata dopo l’arresto del presidente della Mantovani (quotista di Est Capital nell’operazione Lido) Piergiorgio Baita hanno modificato il quadro. Addio accordo, dunque, dopo mesi di trattative tra le parti. Adesso si aspetta la decisione del giudice Liliana Guzzo. Che chiusi i termini per la presentazione di memorie sta esaminando la documentazione. Dovrà pronunciarsi entro qualche giorno sul ricorso d’urgenza (ex articolo 700) del Comune, dopo che Est Capital aveva presentato istanza di restituzione dei 31,6 milioni di euro già versati per l’acquisto dell’ex ospedale al Mare. «Il Comune non ha mantenuto gli impegni, il contratto preliminare non ha più alcun valore», sostengono i legali della finanziaria Alfredo Bianchini e Alfredo Biagini. Se il giudice confermerà il ricorso darà atto al Comune di aver rispettato le proceudure e gli accordi sottoscritti. Ma paradossalmente rimetterà in discussione la vicenda, dal momento che Est Capital resterebbe proprietaria dell’ex Ospedale e i progetti presentati resterebbero validi. Anche perché la motivazione della vandita era stata la realizzazione del mai nato nuovo Palazzo del Cinema. Operazione nata cinque anni fa, gestita dal commissario straordinario Vincenzo Spaziante. «Stiamo tentando di svincolarci da lacci e laccioli che derivano da operazioni passate», dice il sindaco. E annuncia possibili azioni legali di risarcimento danni. «Lo Stato si era fatto garante di queste operazioni, esautorando gli organi del Comune», dice il sindaco. Dopo tre anni adesso il Comune gira pagina. «Tempi lunghi? Bisogna conciliare l’esigenza di far presto con l’importanza di questa operazione per la città», ripete il sindaco. Come mai il dietro front? «Io non ho mai annunciato accordi già fatti», dice, abbiamo riflettuto e deciso che per motivi tecnici e opportunità politica era meglio soprassedere e attendere la decisione del giudice». Molte le voci che si erano levate contro l’operazione, soprattutto dopo l’arresto di Baita, presidente della Mantovani. Interrogazioni urgenti di Funari (Gruppo Misto), Boraso (Civica), Molina (Pd), Locatelli (Pdl). Proteste dei comitati, prese di posizioni dei consiglieri di maggioranza Beppe Caccia e dei capogruppo del Pd Claudio Borghello e di Idv Giacomo Guzzo. Così il sindaco è arrivato in giunta con la delibera ma ha deciso di ritirarla. E ieri ha presentato in procura un dossier sui rapporti del Comune con i lavori della Mantovani. «Vogliamo che sia tutto trasparente», dice. «La città si riprende il Lido», sorride Gianfranco Bettin. Si gira pagina, e si prova a raddrizzare un’operazione che in questi anni ha prodotto soltanto buchi e spese. L’Ospedale al Mare è stato venduto per realizzare il nuovo Palacinema. In questo momento non c’è il Palacinema, e non c’è nemmeno il nuovo centro turistico con darsena nell’ex Ospedale. Al Comune è rimasta l’area dell’ex Favorita, stralciata dal contratto di vendita. E adesso si ricomincia da capo.

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