Stivaloni, mantelle e tacchi alti in mano

Gli stivali di gomma ai piedi e i tacchi alti in mano, tricorni, piume e baute avvolti nella carta velina e infilati nei sacchetti di plastica, mantelle impermeabili a due piazze, ombrelli king size, copri-borsetta da sera, foulard in testa per salvare il salvabile di ore dal parrucchiere e qualunque altra cosa, anche non chiccosissima, potesse proteggere dal diluvio i costumi costati mesi di fatiche. Il sabato grasso dei balli e delle feste se l’è dovuta vedere con gocce di pioggia grandi come noci, tuoni e fulmini, una spruzzata di grandine e una concentrazione d’acqua ai limiti del sadismo considerato che oltre a quella del cielo era in agguato anche quella della laguna. In comprensibile agitazione le centinaia di ospiti attese ora qui ora lì, o al ballo della Cavalchina alla Fenice o al Ballo del Doge a Palazzo Pisani Moretta, o magari a entrambi, con puntate successive negli alberghi a cinque stelle o alle altre feste dove tutti speravano di incontrate tutti. Come Alba Parietti, attesa come regina al ballo di Antonia Sautter al Pisani Moretta ispirato all’arte del sogno. Tra scenografie da cinema, centrotavola alti un metro e mezzo e l’intero portego a piano terra trasformato in una bosco incantato, i 600 ospiti di Antonia hanno ballato fino all’alba del tutto incuranti di quello che si andava scatenando al di fuori del palazzo.
Musica per ballare sul serio alla Fenice dove il ballo della Cavalchina ha fatto il pienone anche senza cavallo, anche senza platea svuotata e anche con qualche malumore tra gli organizzatori. Alla “Fiesta española” attesi Miguel Bosè, Rufus Wainwright, il torero Cayetano Rivera Ordóñez, la top model musa di Armani Antonia Dell’Atte infilata in un costuma da flamenco comprato direttamente a Siviglia, Alessandro Preziosi ed Emma Marrone per il ritiro dei Cavalchina Awards. E poi musica, dal classico al rock alla discomusic: dJ set con Diletta Franceschetti, il gruppo spagnolo G9Danza formato da nove ballerine capaci di fondere nelle loro coreografie il flamenco più autentico, per la parte acrobatica la compagnia Cafelulé, il verticalista Andrea Togni e i Performers, danzatori-acrobati che hanno animato i numeri del Principe Maurice.(m.pi.)
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