Stella Maris, la Codess annuncia trenta esuberi

VENEZIA. Sindacati sul piede di guerra dopo i 30 esuberi all’interno dello Stella Maris comunicati da Codess, la cooperativa che ha in gestione la casa di riposo. Se l’ufficialità arriverà soltanto la prossima settimana, Cgil, Cisl e Uil sono già stati informati venerdì scorso, durante l’ennesimo incontro organizzato a Padova per ottenere garanzie su posti di lavoro e retribuzioni dopo l’operazione andata in porto di recente che ha portato all’acquisto dell’ospedale San Camillo e della casa di riposo Stella Maris (per circa 26 milioni di euro) da parte della Franklin Templeton, società americana di gestione degli investimenti, e di Silver Fir Capital Sgr, società di gestione del risparmio italiana specializzata nel settore immobiliare con sede a Milano.. L’acquisto delle strutture sanitarie del Lido è stato la prima operazione in Italia in cui immobili facenti capo al Vaticano e gestiti da ordini religiosi sono stati ceduti ad un Fondo che contestualmente ha sottoscritto un contratto di affitto a lungo termine con un altro ordine religioso. Se per il San Camillo il contratto di gestione è stato in favore della Congregazione delle Suore Mantellate Serve di Dio, con durata di 30 anni, a gestire lo Stella Maris sarà la cooperativa sociale Codess. Che, come si viene a sapere, ha già anticipato ai sindacati tagli al personale.
Si tratta soprattutto di personale a scavalco tra il San Camillo e lo Stella Maris (manutentori, operai), per il quale era stato garantito nei mesi scorsi un impegno alla conservazione del posto di lavoro. A ciò si aggiunge lo spettro di ulteriori esuberi.
Codess avrebbe infatti comunicato anche la disdetta, a partire dal prossimo marzo, del contratto con la ditta che gestisce il reparto cucine. Infine, secondo le tre sigle sindacali, con lo scorporo delle attività di pulizie il personale che attualmente presta servizio al Carlo Steeb passerà alle dipendenze di una nuova cooperativa, senza più vedersi applicare il contratto collettivo degli ospedali religiosi. «Ecco il vero volto di Codess» le parole dei tre sindacati, contenute in una nota congiunta «un’azienda che ben difficilmente si può definire cooperativa. Qui di sociale non c’è nulla. Questo comportamento ricorda più le ristrutturazioni aziendali ed i licenziamenti per ripianare i bilanci». Cgil, Cisl e Uil promettono di andare a fondo della questione, dicendosi pronte a chiedere ancora una volta un incontro urgente in Prefettura per salvare il futuro dei lavoratori. —
Eugenio Pendolini
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