Addio a Stefano Costantini, direttore del Marina Santelena

Il cordoglio del sindaco Venturini: «Con il suo operato ha creduto nelle potenzialità di Venezia. Stefano è anche stato tra i primi ad impegnarsi per la nascita e lo sviluppo del Salone Nautico»

Maria Ducoli
Stefano Costantini
Stefano Costantini

Scherzando, ai suoi amici diceva che sarebbe vissuto cent’anni, magari trasferendosi in qualche isola tropicale. Poi, però, la vita ha voluto altro per lui e nel giro di 24 ore se l’è portato via. Venezia e Cavallino piangono la morte di Stefano Costantini, visionario imprenditore che fondò prima il Marina Fiorita, al Cavallino, poi, nel 2014, il Marina Santelena. Dove non c’erano nemmeno gli ormeggi, Costantini ha messo in piedi un porto con 150 posti barca.

La nautica e le darsene

Classe 1961, residente al Cavallino, Costantini era sempre stato in salute fino a quando, lo scorso giovedì sera, ha iniziato a sentirsi poco bene. La pancreatite non gli ha lasciato scampo e in ventiquattro ore il suo cuore ha smesso di battere, lasciando attoniti i familiari e gli amici. Accanto alle sue darsene, Costantini nel 2014 è stato tra i soci fondatori dello Yacht Club Venezia, di cui aveva il 20% delle quote. «Oltre che un socio in affari, era un amico», commenta Mirko Sguario, presidente dello Yacht Club, «Stefano era un imprenditore che sognava in grande e che non si lasciava abbattere». Aveva aspettato più di dieci anni, infatti, i permessi per la riqualificazione urbanistica della darsena, un terreno di oltre mille metri quadri che si affaccia sulla Certosa.

Non si era mai perso d’animo e, lo scorso maggio, aveva gioito per l’avvio dei lavori che avrebbero riguardato anche la remiera Casteo: Costantini a spese proprie avrebbe realizzato una nuova sede per la storica realtà del mondo del remo, questa era la condizione messa dal Comune per concedere il completamento della darsena. E Costantini era felice perché sottolineava l’importanza delle remiere, baluardi di venezianità in una città che rischiava di perdere la propria anima.

«Credeva nella nautica, nel turismo da diporto», ricorda il consigliere Giovanni Giusto, «era una persona sempre aperta al dialogo, mai sulle sue, sempre sorridente».

Il Salone Nautico

Costantini era stato in prima linea anche per la nascita del Salone Nautico e, proprio tra gli stand dell’Arsenale, due anni fa aveva raccontato di essere tra i primi a rifornire le barche a idrogeno delle sue barche. «Abbiamo perso un imprenditore che ha sempre creduto nell’economia del mare e che, fin dalla prima edizione, è stato nel comitato per il Salone Nautico oltre a partecipare come espositore con il Marina Fiorita e il Marina Santelena», lo ricorda Fabrizio D’Oria, direttore di Vela.

Il cordoglio

Lucio Penzo, presidente della remiera Casteo, si dice «affranto per la perdita di Costantini, che tanto desiderava fare per la nostra realtà». Il cordoglio è arrivato anche da parte del sindaco di Venezia, Simone Venturini: «Desidero esprimere il profondo cordoglio dell’Amministrazione comunale e mio personale per l’improvvisa scomparsa di Stefano Costantini, imprenditore veneziano, figura di riferimento per lo sviluppo della nautica e della portualità turistica», ha detto, «Con il suo operato ha creduto nelle potenzialità di Venezia come destinazione internazionale del diporto, contribuendo a rafforzare il rapporto tra la città, la laguna e il mare».

Anche la sindaca di Cavallino-Treporti, Roberta Nesto, ha espresso il proprio dispiacere per l’improvvisa scomparsa di Costantini: «Per la nostra comunità se ne va non solo un imprenditore capace, una persona che ha creduto nelle potenzialità del nostro territorio e che, con il suo lavoro e la sua visione, ha contribuito a far crescere Marina Fiorita e a valorizzare Cavallino-Treporti e Venezia nel mondo della nautica».

Anche l’ex sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro si è unito alle parole di cordoglio: «Venezia perde un imprenditore capace, tenace, un uomo che ha lavorato con passione e concretezza per dare forza a un settore profondamente legato alla nostra identità come quello della nautica. Di lui resta il ricordo di un uomo che amava Venezia, la laguna e il mare e che ha cercato di tradurre questo amore in attività concrete, investendo energie e visione». Costantini lascia la moglie e tre figli. Ancora da fissare la data dei funerali.

 

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