Staminali per Celeste, rinvio al 28 agosto ma la cura riprenderà

Il giudice del lavoro di Venezia ha chiesto di approfondire la vicenda della bambina di due anni che ha bisogno delle cellule staminali. Nel frattempo, però, la cura continua
Carrai Interpress/M.Tagliapietra Venezia 21.08.2012.- Caso della bambina Celeste. dr. Marino Andolina. Tribunale Rialto.
Carrai Interpress/M.Tagliapietra Venezia 21.08.2012.- Caso della bambina Celeste. dr. Marino Andolina. Tribunale Rialto.

VENEZIA. La piccola Celeste deve poter proseguire le cure con le cellule staminali, perché è in pericolo quotidiano di vita, in attesa della decisione definitiva del tribunale. È quanto ha stabilito il giudice del lavoro di Venezia Margherita Bortolaso in un secondo provvedimento depositato in tarda mattinata.

Il giudice Bortolaso, come hanno reso noto i legali della famiglia della bambina, ha disposto in via d’urgenza, ordinandolo all’ospedale di Brescia, l’effettuazione «di un’infusione immediata delle cellule staminali con la metodica già applicata (prelevate dalla madre)». Viene confermata la richiesta di documentazione agli Spedali Civili di Brescia, in cui la bimba di due anni, affetta da atrofia muscolare spinale, stava svolgendo la cura compassionevole con cellule staminali adulte.

In mattinata però era arrivato un altro rinvio: sempre il giudice Bertolaso aveva deciso di rinviare al 28 agosto la sentenza sul caso di Celeste. La bambina di 2 anni è affetta da atrofia muscolare spinale e ha dovuto sospendere la cura con cellule staminali dopo lo stop imposto dall’Agenzia del Farmaco alla onlus che somministrava la terapia all’ospedale di Brescia. In attesa della sentenza il giudice ha chiesto anche nuovi documenti agli ospedali Civili di Brescia e all’Agenzia del farmaco di Roma.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia