Sport, sociale e sanità Polisportiva Terraglio premiata dal ministro
«Una realtà d’eccellenza, con una gran bella palestra. Lo sport è inclusivo, è uno dei primi accessi di una persona nella società». Così la ministra per le Disabilità Erika Stefani ha definito la Polisportiva Terraglio di Mestre, visitata ieri per un’ora subito dopo mezzogiorno. La rappresentante di governo ha fatto un giro all’interno della struttura di via Penello, osservando da vicino la parte sportiva e pure quella sanitaria. La polisportiva fonda il suo progetto sulle “3 S”, ossia Sport, Sociale e Sanitario ed è stato presentato lo scorso anno a Palazzo Chigi all’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il modello di lavoro permette a chi ha una disabilità di avere uno sbocco e il Terraglio si conferma una delle eccellenze della provincia e non solo. Qui ci sono 4 mila tesserati, di cui 1500 disabili e, di quest’ultimi, 130 atleti. Vi si allenano la schermitrice Bebe Vio ma anche l’alpinista Moreno Pesce. L’obiettivo è che il “3 S” possa essere riconosciuto come Lea (Livelli essenziali di assistenza) su scala nazionale, dove anche il medico può prescrivere dell’attività fisica per il disabile ma da farsi in un centro specializzato, dove vi lavorano degli operatori formati. E Stefani si è resa conto di quanto lavoro c’è dietro alla Polisportiva Terraglio. Accompagnata da Federico Munarin, responsabile del progetto “3 S” e da altri addetti, ha toccato con mano un lavoro messo assieme mattone dopo mattone. «Dobbiamo togliere quell’immagine di disabilità in un corridoio di ospedale» continua la ministra «e questa struttura è molto bella. Qui si respira tanta energia, c’è voglia di vincere, di misurarsi».
Stefani ha assistito anche a uno spettacolo messo in scena dagli atleti della Polisportiva Terraglio e ha ricevuto due doni: una maglia della squadra donata da un esponente di Studio 3A che supporta il progetto e un paio di papuche, color ottanio e taglia 41, con tanto di lettera di accompagnamento. «Caspita, conoscete pure il mio numero di scarpe» dice divertita l’esponente dell’esecutivo, mentre Munarin gli ha ricordato come dentro alla struttura tutte le barriere siano state abbattute, dove normodati e disabili fanno le attività a bracceto, vi sia la massima condivisione dei progetti e l’inclusività sia uno dei capisaldi. La visita mestrina di Stefani è stata pure l’occasione per parlare di temi locali come la questione Autonomia. «Quand’ero il ministro competente» spiega «con le tre Regioni-pilota, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, avevamo individuato delle materie da trasferire. Ora c’è Mariastella Gelmini, ne ho parlato con lei e c’è da capire se proseguirà con una legge a parte o andrà avanti con il lavoro pregresso. Mario Draghi è un traghettatore, il governo è nato per farci superare la pandemia e l’Autonomia non è una questione accantonata». —
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